Abbracciare un albero

Ho preso il borsellino dalla mia tasca, ieri
ed ho versato in terra gli spiccioli rimasti
della mia infanzia ancora ostinata
e ridanciana.
Quattro monete perse di luce
grani opachi, che con un piede ho fatto da parte.
Dopo questo
mi sono allontanato sul colle degli ulivi
là dove una linguaccia di lago mi veniva
a incidermi negli occhi promiscuità felici
schiamazzi, e vogatori di lena.
Ho aperto il cuore
per far uscire gli ultimi istanti
ed ero solo.

Massimo Botturi

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4 commentiLascia un commento

  1. Da soli, a volte succedono cose bellissime…tinti

  2. Condivido.
    Graziella

  3. Mi ha messo tristezza, è come se buttando via quegli spiccioli dell’infanzia non sia rimasto più nulla del passato e la solitudine si sia fatta più forte. Io l’ho letta così questa bella poesia.
    Patrizia

  4. “Una linguaccia di lago”; che bella immagine, bella, come tutta la poesia.
    Sandra


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