Candele

Stanno i giorni futuri innanzi a noi
come una fila di candele accese,
dorate, calde, e vivide.

Restano indietro i giorni del passato,
penosa riga di candele spente:
le più vicine danno fumo ancora,
fredde, disfatte, e storte.

Non le voglio vedere: m’accora il loro aspetto,
la memoria m’accora del loro antico lume.
E guardo avanti le candele accese.

Non mi voglio voltare, ch’io non scorga, in un brivido,
come s’allunga presto la tenebrosa riga,
come crescono presto le mie candele spente.

KONSTANTINOS PETROU KAVAFIS

Published in: on ottobre 13, 2011 at 07:40  Comments (3)  
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Placa il tuo canto…

 
Placa il tuo canto freschissima luna,
lasciami il sonno della notte
accompagnando il riposo della mente
col suono leggero della pioggia,
mentre i profumi della natura
sprigionano soavi melodie.
Accompagna il suono del vento
che avvolge con abbraccio giocoso
il vibrar delle foglie nel loro maturare
in caldi colori autunnali.
E mentre il suono notturno del torrente
risuona placido nel far la serenata alle stelle,
un suggestivo invisibile filo
unisce i sogni alle ali di una farfalla
e muore la mia solitudine.

Patrizia Mezzogori

Graffiti di pioggia

Lampi attraverso le fessure dei balconi
Graffiti di pioggia tanto attesi sui vetri
Profumo intenso
che annulla il calore del sole
ancora vivo sulla pelle
Dentro
un’indicibile senso d’impotenza
per qualcosa che non si può fermare

La perdita di un’altra estate.
Della nostra vita…

Sandra Greggio

Published in: on ottobre 13, 2011 at 07:31  Comments (10)  
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Un’ombra di gioia

 
Pallido il sole e debole
neppure aveva la forza di far ombra
seduto su compiacente nuvola
guardava il mondo indifferente.  
Pareva che nessuno s’accorgesse
del suo brillare e del suo valore
Non v’era apprezzamento solo utilità:
prendo l’ombrello o lo lascio qua?  
Dopo momenti di afflizione
si accorse che non era ingratitudine
L’uomo non sapeva più trovare
l’essenza della vita,  il suo valore.  
S’affanna nell’ansia di raggiungere
ciò che domani già sarà obsoleto
e nuove esigenze nasceranno in lui
futili bisogni senza necessità.  
Cercò un rimedio per portargli aiuto
ma nulla trovava che fosse convincente.
Vide un bimbo emaciato che correva in tondo
aveva scoperto la sua ombra
e la felicità di non essere solo al mondo.

Elide Colombo

Intanto che

domandi come stai
cosa fai dove vai
il letto sta virando al blu cobalto
piccolo cielo a domicilio
taccio
perché parolenuvole potrebbero
addensare risposte necessarie
se fossero a difesa
della mia età che inesorabilmente avanza

la promessa di fuga, rimandata
è diventata uno spergiuro
nel dirottare ai sensi
l’appartenenza all’anima
e nessuna ragione potrebbe mai convincerti
che adesso
è soltanto paura d’esistermi per gioco

anche questo rispondere improprio
dai balconi di un foglio
nulla rivelerà di me

Cristina Bove