Anche se

 
Anche se
il mondo è violentato
ancora gira.          
Anche se
la TV ci tormenta
con spot
sceneggiate politiche
programmi a televoto.
Anche se
la parola pace
rimane emarginata
io mi rifugio
nei colori intatti
dell’anima
per sopravvivere.

Graziella Cappelli

Published in: on ottobre 23, 2011 at 07:40  Comments (16)  
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Sei la mia schiavitù

Sei la mia schiavitù sei la mia libertà

sei la mia carne che brucia

come la nuda carne delle notti d’estate

sei la mia patria

tu, coi riflessi verdi dei tuoi occhi

tu, alta e vittoriosa

sei la mia nostalgia

di saperti inaccessibile

nel momento stesso

in cui ti afferro.

NAZIM HIKMET

Published in: on ottobre 23, 2011 at 07:35  Comments (3)  
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Camera(ta) con vista

Così sono rimasta che le luci
dal soffitto sui letti piovevano ricordi
fuori, il paese
la cerchia dei Lepini un po’ più in alto
nella neve ottobrina
precoce il gelo se tu fossi andato
per quella via che non si torna indietro

ero seduta ai bordi della vita accattonando
cappello teso a quel divino gesto
io che non credo
aspettavo monete d’anestetico
sospenderti il dolore
di me c’era soltanto una preghiera

e si convinse il sole alla finestra
a farsi portatore di carezze
quasi abbraccio di madre

Cristina Bove

L’umore del tempo

Il sentiero è una spiga di grano
con i chicchi a far da selciato
e le voci dei passi attutiti.

E’ un cammino sofferto e passato
stretto tra mura di pianto,
pane amaro per andare avanti.

Sale forte il rumore del mare
dal cancello in fondo alla strada.
Se lo apri entri nel cielo
a cercare orizzonti schizzati per caso.

Il mare è la schiena d’un toro che corre
e prende a cornate gli ultimi scogli.

Lorenzo Poggi

Legame

Perché questo filo d’acciaio non si stacca
da questo ventre lacerato?
ti trascino da troppo tempo
ti possiedo da sempre
Infinite estati e inverni
albe e tramonti
Fiumi di lacrime abbiamo attraversato
Questo filo che ci lega inseparabilmente
ci sorregge, ci aiuta a non affondare
tra le cascate impervie della vita
La mia non volontà
di spezzare questo legame
che mi uccide un po’ ogni giorno
consapevole che ciò accade
è fonte di vita
la mia vita, e tua
Le tue viscere sono
da sempre unite alle mie
Io capisco il tuo dolore
ti guardo e già conosco
il tuo pensiero
Non sono veggente ma
la tua anima inquieta
carica d’amore e di dolore
non si può separare dalla mia
Tutto è unito
dal il DNA che porti nelle vene
nella pelle, nel cuore.
Tutto ciò che ami io amo.
I tuoi errori sono i miei
ciò che generi le mie paure
Prima dell’evento io lo percepisco
nel bene e nel male ciò che succederà
Cammino su quel filo mille volte
dall’inizio della tua vita
questo succederà fino alla fine della mia
dammi tu la forza per rompere questo filo
Perché tu non debba portarlo come impiccio
fino alla fine dei tuoi giorni
Perchè io non sia zavorra per te.
Che almeno i miei occhi stanchi
possano vederti volare
senza i fili che ti legano a me
che tu possa vivere senza la solitudine
che ti accompagna da sempre
Che la consapevolezza e la forza che hai
siano doni per vivere l’amore
possa essa far superare gli errori e i rimpianti

Gianna Faraon