Prudore

 
Sospetto
d’aver il sospetto.
Sospetto
un sospetto.
Io so
che tu sai
che io so.
E sai
com’ io so.
Perplesso
di molto perplesso,
domando facendo
domande.
Risposte
non sono appaganti,
t’attacchi su specchi
cadendo.
E resta
un fastidio insistente.
In mezzo, 
là proprio,
alla fronte.

Piero Colonna Romano

Published in: on ottobre 28, 2011 at 07:30  Comments (5)  
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Paesaggio triste

Le tife
rese giallastre
dall’imminente morte
costeggiano
con i ciuffi piegati,
come a chiedere perdono,
il solitario canale
che lento trascina
le sue acque melmose
attraverso i campi
posseduti
da stoppie grigiastre di mais
ove si posano uccelli affamati.
Strisce di nebbia leggera
formano ponti
filtrati
da pallidi raggi di sole.
Il cielo malato
riflette la sua grigia tristezza
nella foschia cinerina
che tutto avvolge.
E la luce straziata infiochisce.

Nino Silenzi

Published in: on ottobre 28, 2011 at 07:27  Comments (3)  
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Spighe di grano

Spighe di grano
che asciuga e matura
contro la fame
una promessa futura
Papaveri rossi
in quel lago dorato
piccole macchie
di sangue nel prato
Vetro di luna
traspare nel cielo
azzurro profondo
limpido e vero
il tuo amore di un tempo
racchiuso in un pugno
odio inespresso
che riscalda al sole
che acceca che brucia
ma che emana calore
Coscienza che libera
liquida si scioglie
e tutto il malfatto
rimescola e raccoglie
Sbagli ed errori di un tempo che fu
ma al di sopra di tutto
esisti e resisti
tu.

Sandro Orlandi

Sospiro

SOUPIR

Mon âme vers ton front où rêve, ô calme soeur,
Un automne jonché de taches de rousseur,
Et vers le ciel errant de ton oeil angélique,
Monte, comme dans un jardin mélancolique,
Fidèle, un blanc jet d’eau soupire vers l’Azur!
– Vers l’Azur attendri d’octobre pâle et pur
Qui mire aux grands bassins sa langueur infinie,
Et laisse sur l’eau morte où la fauve agonie
Des feuilles erre au vent et creuse un froid sillon,
Se traîner le soleil jaune d’un long rayon.

  §

La mia anima sale, o placida sorella,
Al cielo errante della tua angelica pupilla
E alla tua fronte, dove, giuncato di rossore,
Sogna un autunno, come nell’antico pallore
D’un parco un getto d’acqua sospira su all’Azzurro!
– Verso il tenero Azzurro d’Ottobre mite e puro
Che guarda in grandi vasche la sua malinconia
E lascia, su acque morte, dove, fulva agonia
Le foglie errano al vento tracciando un freddo viaggio,
Il sole trascinarsi giallo col lungo raggio.

STÉPHANE MALLARMÉ

La notte

Il giorno frena
la stridente corsa
prima di scaturire,
la foce indossa
gli ultimi vagiti
dell’orizzonte,
nel mare del silenzio
apre il sipario
la leggiadra notte
e sa di immenso…
dissolve frastuono di raggi,
cancella
l’egemonia di urli
di soprusi,
prende cavalli alati
e galoppa nel tempo,
la libertà repressa
da vincoli sospesi
abbraccia, un campo dona
senza recinti, é dolce scorrazzare
per antichi sentieri,
ancora più lontano
incontra un cielo
di libertà di amare
e pianta ovunque alberi
di sogni.

Giuseppe Stracuzzi