Rigattieri

Orologi di sfere in dicerie di ruggine
numeri color feltro
in calce voci di chicchere spaiate
giare cucite a fil di ferro
di verghiana memoria

ci si sposta nel tanfo delle cose
la spilla in filigrana del pavone
ha perso gli occhi
la teiera cinese chiccoriso
sul fornellino a spirito riposa

mi sento antica in versi, sarà mica
che il tempo ha patinato la mia voce?
È vero è sera
crepuscolo direi (se non fosse parola
assai usurata)
però mi dico, accade la giornata
e non si può chiamarla in altro modo
perciò se a notte mi ritrovo è notte
word suggerisce: tarda serata, buio
tenebre oscurità, perfino cecità
ma cosa importa
mi sveglio e scrivo la chincaglieria
delle mie insonnie.

Cristina Bove

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4 commentiLascia un commento

  1. Bellissima, amara poesia del tempo che passa… che fa riflettere emozionando, rapportata alle cose vecchie e nel dubbio perfino; la voce patinata dei versi, e la “chincaglieria delle mie insonnie” Ciao Cristina, grazie
    aurelia

  2. Sono le chincaglierie delle tue insonnie che ci porgi come perle e la voce patinata che risuona.Grande!Tinti

  3. Sono chincaglierie dove le emozioni hanno forti vibrazioni.
    Bellissima. Pat

  4. In tanta chincaglieria, la poesia è un anelito. Una luce purificata ed ancora più purificabile.


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