Ossi di temolo

dove sotto un invernale tremolo

un umano armonizza con un grosso temolo

A pesca sotto un tremolo

benché fosse d’inverno,

cacciai un grosso temolo

che rosolai paterno

con sale aglio prezzemolo

e un goccio di falerno:

giacché non lamentossi

io gli spolpai gli ossi!

Sandro Sermenghi

Published in: on novembre 3, 2011 at 07:22  Comments (4)  
Tags: , , , , , , , , ,

Scambio

Il giorno è tornato con le sue offerte
Io ti ho donato tutta la notte
Dove la solitudine del buio mi appartiene
Tu donna che doni muliebrità
Sei come il mare che dona le perle
Sei come un giardino d’estate
Che offre fiori e profumi inebrianti
La tua voce mi accarezza
Il pensarti mi dà euforia
Ti dono il mio cuore in cambio del tuo

Marcello Plavier

Published in: on novembre 3, 2011 at 07:15  Comments (3)  
Tags: , , , , , , , , , , , , , , ,

Terra

minima reginetta
dei nostri gesti
simbolici linguaggi
delle dita a presa
abili, ancora da sfruttare i
nostri rituali delle mani
movenze precise
comunichiamo la nostra civiltà
nell’universo ingolfato
la possiamo salvare
sostenendola non
farle male

la forgiamo
facendola rotolare
sul verde radica
simbolo del cielo terso
chiudendole gli occhi
degli orrori.

Aurelia Tieghi

Published in: on novembre 3, 2011 at 07:04  Comments (6)  
Tags: , , , , , , , , , , , , , , , ,

Una mattina a Monte Sole

 
Vi ho guardate dormire
come prese da morte
nella stanza un sonno
disteso e immobile
a prendere tutto lo spazio
nei vostri corpi poggiati
sui letti scomposti bocconi
non vi vedevo i volti.
Nella luce fioca del mattino
filtrata dalla tenda
nulla di sospeso
tutto pareva irrimediabilmente
definito e statico.
Solo il suono ritmato
del sonno di Giulia
era nell’aria chiusa
segnale di vita.
Ho disceso adagio i gradini
un grillo accanto alla doccia
le gocce fresche sulla pelle
hanno tolto quella frase d’angoscia
sono entrata in silenzio in cucina
alla finestra aperta
ho raccolto le tazze sporche
preparato il caffè
piccoli rumori quotidiani
gesti spesso vissuti
con noia fastidio indifferenza
ora densi di senso
ricomponevano il mondo
per voi tutti e tutte che dormivate
e vi sareste svegliate
E’ lì che è arrivata tua madre

azzurrabianca

Scrivo a te donna

Ogni mattina, dopo il segno della croce,
scriverti
è come recitare una preghiera.
Non si può far di peggio,
ma io so fare di meglio.
Ora che non ti vedo,
di buon mattino,
mentre tutti dormono,
prendo la penna, come un ladro prenderebbe
la chiave di un forziere,
e con la penna
rubo la vita che non mi appartiene
e scavo un camminamento
per raggiungere te che, contro ogni legge,
considero mia.

SALVATORE FIUME

Published in: on novembre 3, 2011 at 06:55  Comments (3)  
Tags: , , , , , , , , , ,