Ho perso

Ho perso metà dell’amore
l’ho persa per strada o chissà dove
L’amore che non fa sconti
quello che ti dà i brividi
e ti incatena alla luna
o come un rompighiaccio
si pianta in mezzo al petto
Ho perso quella metà che ride
e che ha voglia di piangere
La metà gelosa che uccide
quella che ti consuma il fiato
le notti e le scarpe
e che pulsa veemente e turgida
nelle tue membra vive
Ho perso metà dell’amore
quella metà che da sola basta
e a nulla vale cercarla
o chiamarla giovinezza
o darle un nome di donna
che abiti i tuoi sogni
e possa dolcemente ingannarti
per il tempo che resta

Fabio Sangiorgio

Published in: on novembre 13, 2011 at 07:45  Comments (6)  
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La casa dei doganieri

Tu non ricordi la casa dei doganieri
sul rialzo a strapiombo sulla scogliera:
desolata t’attende dalla sera
in cui v’entrò lo sciame dei tuoi pensieri
e vi sostò irrequieto.

Libeccio sferza da anni le vecchie mura
ed il suono del tuo riso non è più lieto:
la bussola va impazzita all’avventura
e il calcolo dei dadi più non torna.
Tu non ricordi; altro tempo frastorna
la tua memoria; un filo s’addipana.

Ne tengo ancora un capo; ma s’allontana
la casa e in cima al tetto la banderuola
affumicata gira senza pietà.
Ne tengo un capo; ma tu resti sola
né qui respiri nell’oscurità.

EUGENIO MONTALE

Ultima passeggiata d’autunno

 
Le sussurrai d’amor dolci parole, echeggianti melodie serene: 
dietro le valli tramontava il sole.
Alto silenzio: rombo s’udia lontano del tornàdo. Un cielo
color d’opale e viole. Quasi a farle
coraggio, nel morire lento fievole canto, tenero continuavo.
Ella assentiva, col sorriso triste.  
Tra l’argento autunnale di fronde, il vento lento esalava
tacito lamento: oscuriva il cielo
opaco sempre più nero, sopra i castani occhi d’asfodèlo
come una nube si stendeva un velo.       
 

Paolo Santangelo

Momenti

Il nulla mi divora
Consuma il mio ego
Il mio essere si affanna
Il mio respiro si annulla
E la fuga è invano

Stretta nella sua morsa
Rapace del mio esistere
Sospesa fra i margini dell’infinito

Vagheggio per trovare l’appiglio
Mi inoltro fino a l’urlo acume
Per salvare il mio risveglio

E ansante il cuore rapprende
Per un’altra tregua
Concessa

Rosy Giglio

Published in: on novembre 13, 2011 at 07:17  Comments (10)  
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Suonala ancora

Suonala ancora amico
che hai potere dentro le balere
suonala
la trascinante musica popolare.
Nel mondo del valzer mazurca e tango
hai catturato le note giuste da regalare
agli attimi della passione.
Mio ritrovato desiderio di suono folk
Mia ravvivata cartolina d’esistenza!

Suonala ancora amico
la tua pulsazione vitale
del tuo boom artistico
ballerò colta musicalmente
dalla riva Emiliana
mi trascinerò sulla pista
ebbra di rinascita

Suonala ancora amico
mi è già successo in quel tuo contagio di note
in quel legame di partitura
di ritrovare la tua allegria!

Aurelia Tieghi

(dedicata a L. Marcheselli musicista folk)