Se tu vorrai sapere

Se tu vorrai sapere
chi nei miei giorni sono stato, questo
di me ti potrò dire.
A una sorte mi posso assomigliare
che ho veduta nei campi:
…l’uva che ai ricchi giorni di vendemmia
fu trovata immatura
ed i vendemmiatori non la colsero
e che poi nella vigna
smagrita dalle pene dell’inverno
non giunta alla dolcezza
non compiuta la macerano i venti.

FRANCO FORTINI

Published in: on novembre 16, 2011 at 07:41  Comments (3)  
Tags: , , , , , , , , , ,

Evasioni

Nel pomeriggio
freddi sogni
sbattono
contro i miei
tintinnanti
muri di vetro
appoggiato su cuscini
annodo lenzuola
cercando
di evadere dalla realtà
di carceri senza sbarre
e fra un nodo e l’altro
parole sospirate
dettano appunti

Pierluigi Ciolini

Published in: on novembre 16, 2011 at 07:38  Comments (4)  
Tags: , , , , , , , , , , ,

Il mare racconta

Se non sei me, non puoi immaginare
l’assenza di paura in piena notte,
sia essa gelida e figlia dell’inverno
o soffocante in opprimente agosto.

Ho visto stelle correre al riparo
al sopraggiunger di maligne nubi
ed altre, a mo’ d’affascinanti donne,
spogliarsi d’ogni ultimo brillante.

Nei suoi tre giorni e nelle sue tre notti,
a Santiago ho fatto compagnia
mentre adescando il fiero nostro marlin
pescava invero il suo coraggio estremo.

Bonacce, è vero che ne ho mandate
ma il mio vecchio mai ha più saputo
di quanto ancora sono amareggiato
per le tempeste che non ho evitato.

Se mai qualcuno ti dovesse dire
che solo d’acqua sarei fatto io,
non annuire e sii anzi tentato
di venire a vedere la mia anima.

Aurelio Zucchi

La cenere dei giorni

Ti scrivo una poesia,
come farei l’amore.
Entro nel foglio tutta la testa
perché è acqua, la fonte che d’estate si carica di labbra.
Gli segno gli orli come una sarta
gesso chiaro, fingo sia una tovaglia di trine.
Metto lingua
due foglie belle larghe di salvia,
il dito,
il dorso,
la guancia e il naso
fino all’odore del creato
a quello del sudore dei ragazzini a scuola
al tuo, quando ribalti la casa per spicciare
e non hai niente addosso di bello, o ricercato.
Ti scrivo una poesia che fa cenere dei giorni
di noi, quando vibriamo come due pietre scaglie
e fuori viene un fuoco
ch’è ancora da inventare.

Massimo Botturi

La mia malinconia

Appendice costante
la mia malinconia,
fra i timbri inespugnabili
d’inizio e fine tempo,
vuol che avvizzisca
vigore di giovani mani
capaci ancora di predare
avanzi scagliati distanti
di là da chi
nello scolo di vili rinunce,
pusillanimi scarti di vita,
si inganna dentro stanco
e presto si abbandona.

Daniela Procida

Published in: on novembre 16, 2011 at 07:03  Comments (3)  
Tags: , , , , , , , , , , ,