Pellegrini nel mondo

siamo
annusiamo l’oltre
ci ritiriamo
riprendiamo
viaggio a scatti
a scavare
poi le pause
ci legano
e la ripresa è lenta:

si riparte da soli
all’imbrunire.

Tinti Baldini

Published in: on novembre 18, 2011 at 07:46  Comments (19)  
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Sfiga?

 
Lei fece una promessa:
stasera, con la luna,
ti donerò me stessa,
alfine avrem fortuna.
.
Così s’incamminaron
tenendosi per mano,
talvolta si fermaron
baciandosi pian piano.
.
E furon dolci baci.
Carezze ed emozioni
si fan sempre più audaci,
per forti tentazioni.
.
Ma lo fermò perplessa:
non siamo giunti ancora
dove terrò promessa,
sol là l’amor ristora.
.
Raggiunsero la valle
la luna risplendeva
parea quasi percalle.
E questo ella voleva.
.
Ma quando s’abbracciaron
fu buio all’improvviso
e più non ritrovaron
neppure il loro viso.
E neanche tutto il resto
era a disposizione
quindi, con fare lesto,
seguì un’ imprecazione.
.
Porca d’una miseria
proprio stasera han fatto
eclissi poco non seria!
Quindi  perser  contatto.
.
Oh luna disgraziata,
amata dagli amanti,
ma quanto son sfigata
con tanto buio davanti!
.
I due si lamentaron
di quella atmosfera.
E un dì si ritrovaron
obliando quella sera.
.
Moral di questa storia,
per tutti insegnamento,
cogliere la vittoria
quando viene il momento.

Piero Colonna Romano

Il miracolo dei giorni

Acquisto luce
in dimensione
ancestrale
               senza prestiti pretesi
                ai miei sforzi
                  d’amari interrogativi

l’inferriata si spezza
come l’ago tranciato
tra le mie dita in trincea
                 senza punti
                   di ferite profonde
                     annuso l’indolore del sangue
cosparso di credditizia
vita miracolata
dal respiro dei giorni

                senza il giardino
                 delle sue àtone parole
                    siedo al respiro d’una movimentata brezza
di lei ancora
l’inestimabile senso
di suo valore (ancora) in vita.

Glò

Ho visto un angelo

 
Non esistono angeli fra gli uomini                   
la sua parvenza è un’allucinazione                   
scaturita dall’umano desiderio                         
di concretizzare ciò che il cielo cela.
 Mi rapisce il pallore di quel volto                  
gli occhi immensi spalancati sul male           
quella domanda a cui non so rispondere        
la serietà che così poco si addice .
ad un bimbo che natura vuole felice.              
Mi avvicino, lo sguardo accarezzante            
– oggi torno a casa, non posso guarire-
Mi guarda e soggiunge – non essere triste
Gesù vuole giocare con me ed io sono
                                                   felice-

Elide Colombo

Published in: on novembre 18, 2011 at 07:12  Comments (6)  
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Non ti ho mai amata tanto

ICH HABE DICH NIE JE SO GELIEBT

Ich habe dich nie je so geliebt, ma soeur
Als wie ich fortging von dir in jenem Abendrot.
Der Wald schluckte mich, der blaue Wald, ma soeur
Über dem immer schon die bleichen Gestirne im Westen standen.
Ich lachte kein klein wenig, gar nicht, ma soeur
Der ich spielend dunklem Schicksal entgegenging
Während schon die Gesichter hinter mir
Langsam im Abend des blauen Walds verblaßten.
Alles war schön an diesem einzigen Abend, ma soeur
– Nachher nie wieder und nie zuvor –
Freilich: mir blieben nur mehr die großen Vögel
Die abends im dunklen Himmel Hunger haben.

 §

Non ti ho mai amata tanto, ma soeur,

come quando ti ho lasciata in quel tramonto.

Il bosco m’ inghiottì, il bosco azzurro, ma soeur,

sopra stavano sempre le pallide costellazioni dell’Occidente.

Non risi neppure un poco, per niente, ma soeur,

-io che per gioco andavo incontro ad un oscuro destino-

mentre i volti dietro di me lentamente

sbiadivano nella sera del bosco azzurro.

Tutto era bello in questa sera unica, ma soeur,

-non fu mai più così dopo nè prima-

certo: ora mi restavano solo i grandi uccelli

che a sera, nel cielo oscuro, hanno fame.

BERTOLT BRECHT

Published in: on novembre 18, 2011 at 07:02  Comments (4)  
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