La porta e il silenzio

in una sonnolenza anomala
aprii le strade
in cambio di amnesie

era venuto il tempo di tacere
e dalle serrature
togliere chiavi e fiori

ad occhi prosciugati
senza nemmeno un cigolio di lacrima

Cristina Bove

Published in: on novembre 22, 2011 at 07:37  Comments (9)  
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Usurai

“Una nazione che non vuole indebitarsi fa rabbia agli usurai”

EZRA POUND

Published in: on novembre 22, 2011 at 07:34  Comments (3)  
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Orgogliosa ripida vertigine

 
Dall’alto, dalla cima della vetta
più alta, scorgo solcate dai trasporti
d’uomini e cose, piccole le vie,
piccola la piazza dai sei fari
a valle. Annidono casine su minori
alti colli a me d’intorno: contemplano
in orgogliosa ripida vertigine
l’orrido del burrone aspro nel basso.
.
Làbile, l’umano è in festa grande
laggiù, oggi timido, mutevole nel tempo,
mentre fervido ammanta le stradine,
per il sacro corteo, di fiori e fede.
.
Filo d’argento fine, questa cima
è come una tribuna per i miei
pensieri più eccelsi: terre là, al Sud
piene di sete e di silenzio tenue,
di grigioperla e di brumàle freddo,
di questa valle senza tempo immersa
nei suoi mille ricordi, ampia e sinuosa.
Valle che accumula leggende, mentre
al tramonto cantando scende il vento
stanco di trascinarsi sulle cime.
.
Ed in fondo … il mare, mare di schiuma
che alacre, umano il brulichìo accarezza
spumeggia e copre, fin quasi a volere
velare la bellezza della vita,
la “felice esistenza” tante volte
anelata dall’uomo e mai avuta
al suo supporre, pieno di tristezza:
.
si spezza e passa precaria dalla notte
la vita. Diventa adesso eterna nella luce.

Paolo Santangelo

Bignè

A Lisa

Come un bignè che è buono già a guardarlo,
ché fa venire l’acquolina in bocca,
sei tu a guardarti, mentre il buono tuo
tutti i miei sensi allarma e a te li attira.

Mentre l’assaggio il buono suo si spande
nella mia bocca e sopra le mie dita,
e sulla pelle mia, è il tuo contatto,
festa del gusto, in fisico e in astratto.

Armando Bettozzi

Published in: on novembre 22, 2011 at 07:17  Comments (2)  
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Grilli e strilli

Fior di magnolia,
lisciarti stretta a me frammisti a paglia,
grilli, sorsetti e strilli, che gran voglia!

GRILLOS ES GRITOS

Flor de magnolia,
alisarte apretón a mí mezclados a paja,
¡grillos, pequeños sorbos y gritos, que granes gana!

CRICKETS AND SCREAMS

Flower of magnolia,
to smooth you hold to me mixed straw,
crickets, small sips and screams, that big desire!

Sandro Sermenghi

Published in: on novembre 22, 2011 at 07:12  Comments (6)  
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Svegliandomi il mattino

Svegliandomi il mattino, a volte provo
sì acuta ripugnanza a ritornare
in vita, che di cuore farei patto
in quell’istante stesso di morire.

Il risveglio m’è allora un altro nascere;
chè la mente lavata dall’oblio
e ritornata vergine nel sonno
s’affaccia all’esistenza curiosa.
Ma tosto a lei l’esperienza emerge
come terra scemando la marea.
E così chiara allora le si scopre
l’irragionevolezza della vita,
che si rifiuta a vivere, vorrebbe
ributtarsi nel limbo dal quale esce.

Io sono in quel momento come chi
si risvegli sull’orlo d’un burrone,
e con le mani disperatamente
d’arretrare si sforzi ma non possa.

Come il burrone m’empie di terrore
la disperata luce del mattino.

CAMILLO SBARBARO