Svegliandomi il mattino

Svegliandomi il mattino, a volte provo
sì acuta ripugnanza a ritornare
in vita, che di cuore farei patto
in quell’istante stesso di morire.

Il risveglio m’è allora un altro nascere;
chè la mente lavata dall’oblio
e ritornata vergine nel sonno
s’affaccia all’esistenza curiosa.
Ma tosto a lei l’esperienza emerge
come terra scemando la marea.
E così chiara allora le si scopre
l’irragionevolezza della vita,
che si rifiuta a vivere, vorrebbe
ributtarsi nel limbo dal quale esce.

Io sono in quel momento come chi
si risvegli sull’orlo d’un burrone,
e con le mani disperatamente
d’arretrare si sforzi ma non possa.

Come il burrone m’empie di terrore
la disperata luce del mattino.

CAMILLO SBARBARO

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3 commentiLascia un commento

  1. “Come il burrone m’empie di terrore
    la disperata luce del mattino.”

    Un’efficacissima metafora che lascia senza parole a rivelare tutto il malessere dell’anima che non ce la fa a vivere. Quanta sofferenza e impotenza, grande Sbarbaro, anima fragile e sensibilissima.
    Roberta

  2. Come può comprendere il messaggio chi stenta a riprendere vita ..ed è al mattino che appare il baratro.Stupenda!Tinti

  3. Ci sono momenti che diventa veramente difficile risvegliarsi e dover combattere una nuova giornata
    Splendida. Patrizia


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