Finestre nella nebbia

 
E il paese delle nebbie ha tante finestre
alle case e sui campanili
ombra di riflesso
puoi entrarvi
non si esce
non si parla alle finestre nella nebbia
affacciati alla nebbia per guardare
per vedere le scie delle parole
sommesse s’accostano tra loro
a cambiarsi di segreti lasciati nella nebbia
sono le anime
raccolte dalla città delle nebbie
che aprono le finestre
entrano i sogni
non ne escono
entrano i colori
e fuori vedi nebbia…
 
Enrico Tartagni
Published in: on novembre 23, 2011 at 07:40  Comments (3)  
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Assemblea condominiale

Ognuno contro tutti,
e tutti contr’ognuno…
un abbaiar di cani
che s’azzuffano per niente

Ciascuno espone
le proprie motivazioni,
immancabilmente respinte…
con disapprovazione

Nessuno vuol pagare
la bolletta straordinaria;
s’inficiano le vetuste
tabelle millesimali ;
si rinnovano i rancori
per quella vecchia concessione;
si discute degli abusi,
e delle aree in pertinenza…
e blà, blà,blà,
e ancora blà, blà, blà,
all’eccedenza.

Ognuno è vittima…
dell’avverso condominio,
e dopo ore ed ore
di accanite discussioni ,
senza arrivare a capo
d’alcuna conclusione…
solo per la stanchezza
si ripongono le spade…
per l’armistizio

Ciro Germano

Il modo tuo d’amare

La forma de querer tú

es dejarme que te quiera.

El sí con que te me rindes

es el silencio. Tus besos

son ofrecerme los labios

para que los bese yo.

Jamás palabras, abrazos,

me dirán que tú existías,

que me quisiste: jamás.

Me lo dicen hojas blancas,

mapas, augurios, teléfonos;

tú, no.

Y estoy abrazado a ti

sin preguntarte, de miedo

a que no sea verdad

que tú vives y me quieres.

Y estoy abrazado a ti

sin mirar y sin tocarte.

No vaya a ser que descubra

con preguntas, con caricias,

esa soledad inmensa

de quererte sólo yo.

§

Il modo tuo d’amare è lasciare che io ti ami.

Il sì con cui ti abbandoni è il silenzio.

I tuoi baci sono offrirmi le labbra perchè io le baci.

Mai parole o abbracci mi diranno che esistevi e mi hai amato: mai.

Me lo dicono fogli bianchi, mappe, telefoni, presagi; tu, no.

E sto abbracciato a te senza chiederti nulla,

per timore che non sia vero che tu vivi e mi ami.

E sto abbracciato a te senza guardare e senza toccarti.

Non debba mai scoprire con domande, con carezze,

quella solitudine immensa d’ amarti solo io.

PEDRO SALINAS Y SERRANO

Tempesta

Mette terra in tempesta
e taglia Genova il serpente
Bisagno & company
C’è allerta da sempre
ha il cento per cento in fibrillazione con
la pelle dell’acqua che colpisce
nel suo conto dannato…
Si raccoglie il mare di fango
ingurgitato dai rami che troncano dita nude
Le respirazioni nel buio dell’emergenza
cadono sui carichi delle schiene.
C’è chi si stacca dalla vita
mentre la morte si srotola alimentando le frane
C’è chi non ha altro da raccontare
sulle insidie dell’uomo.

Aurelia Tieghi

Al mattino

Appena sveglia
La luce che penetra nella stanza
Gioca ad ombre riflesse sul mio viso che
Con caldo incanto mi chiama

Vieni voglio abbracciarti
Ti offro il mio elisir
Nulla è più grande di me
So che ti inebria il mio baciarti

E io, spalanco i balconi
E respiro l’aria pura che il mattino mi regala

È l’approssimarsi del sole mi
Abbaglia con i suoi raggi
Scostandomi sfumano nel vuoto dello spazio
Innescando carambole al riverbero di un vetro

È l’orizzonte si espande al mio sguardo
Dove scruto lontano
Soffice cotone di nuvole
Che sembrano ovattare le sinuose curve delle colline

Ma l’occhio stacca l’attimo ai colori autunnali
Perdendosi sui tetti dei palazzi, che
Appaiono come iceberg nel tepore del mattino

E io appoggiata a braccia conserte sul ciglio della
Ringhiera, ozio
Sostando i sensi.

Rosy Giglio