NON RUBARE LA SPERANZA

Ma come si fa a rubare la Speranza? Oggi si può rubare tutto, la fiducia, l’intimità, lo sguardo, la libertà, l’innocenza, l’identità. Si può rubare l’anima, il corpo che ne è custode, il cuore che batte inutilmente per qualcuno o qualcosa. Si può rubare anche l’altrui pensiero, miscelando frasi e parole, l’idea e le sue conseguenze, la verità e le bugie, quelle grandi, soprattutto. Si sta rubando la pace, dovrebbero rubare le guerre! Ovviamente quel ladro s’impadronirà dell’altrui denaro, di una borsetta strappata alla nonna, di qualche lira-euro sbucata dal generoso banco-mat, ruberà una macchina, una moto, un caterpillar se non un carrarmato, ruberà un fucile e dieci pecore senza latte.  Ma come si fa a rubare la Speranza? Ma come si fa ad intascare, furtivi, pezzetti di futuro, rivoli di crescita morale, di civiltà, di amore e rispetto per il prossimo, di tutti quei bambini abbandonati che calpestano  la nostra terra, tutta, da nord a sud, da est a ovest, che urlano la loro presenza? Come si fa a dir loro della Speranza se questa è sinonimo di Vita che in loro stessi si deve ricreare perché non sia offuscata e sopraffatta? Ma come si fa a rubare la Speranza a milioni di umani che non ne sono a conoscenza?  Chiediamolo allora ai così detti Grandi della Terra che ci governano e, forse, la risposta l’abbiamo già letta e la leggeremo ancora, per chissa quanto tempo, nelle cronache di queste guerre infinite che attanagliano la nostra umanità, da sempre. E siamo, come dice la storia, in tempo di pace, quindi si potrà rubare di tutto, compreso quella stessa Speranza i cui frutti non serviranno e non meriteranno d’esser consumati.

Gavino Puggioni

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  1. Come non condividere,Gavino ,la tua amara e vera riflessione.Ogni giorno ci sentiamo più poveri nell’anima,ogni giorno vediamo crollare valori e idee,ogni giorno ci sentiamo rubare speranza ,attese ,amore…So che è banale ma forse se ci teniamo tutto stretto stretto nel cuore ,almeno ,le ferite sono meno dolorose.Certo ,per chi già avava poca speranza ,sopraffato e senza futuro ,è la fine.
    Grazie amico.
    Tinti

  2. Hai ragione… specialmente hai giovani la speranza l’anno già rubata. l’unica cosa da fare è contestare, contestare, protestare, ribbellarsi, se non vogliamo tornare a tempi indietro. grazie per questo urlo. Rosy

    • scusate ma non mi ero accorta che a l’hanno mancava H

  3. Gavino caro che bella sorpresa trovarti qui, il tuo grido come ben sai è anche il mio, urliamo forte, non facciamoci intimidire, i ladri sono come le bugie hanno gambe e mani corte, bisogna stanarli, bisogna farli vedere come realmente sono, detrattori di sogni e speranze. Che se ne vadano altrove, noi di certe persone non ne possiamo veramente più. Dice ben e Rosy dobbiamo contestare e più siamo e meglio riusciremo a far sentire la nostra voce. Grazie Gavino, un forte abbraccio, a presto.
    Roberta

  4. Caro Gavino, che bello trovarti qui!
    Ripeto qello che penso.
    Si, ci hanno rubato tutto, con le loro mani viscide e il sorriso di pietra.
    Usurai del mondo, carnefici di vite appena sbocciate. E il male continua a impiagare questa terra, il potere indifferente sorvola lo sguardo oltre i popoli affamati e accarezza i portafogli gonfi nelle tasche.
    Vedrei molto bene:”Non rubare la speranza” come 11° comandamento,
    ma, ora le tavole sono rotte…
    Con affetto
    Graziella

  5. Grazie, amiche care, dell’accoglienza. Mi sembra di sentire la vostra voce, anche se il mio vorrebbe esser un urlo.
    Gavino

  6. I cosiddetti “grandi della Terra” non daranno mai una risposta, i loro interessi sono ben altri e sono dell’idea che gliene freghi molto poco della speranza della povera gente. Le tue parole sono molto coinvolgenti, un vero urlo di verità in questo mondo che sta, perdonatemi l’ardire, imputridendo sempre di più purtroppo. Un urlo al quale ci si dovrebbe associare in tanti, tutti coloro che sulla speranza poggiano ancora le loro forze per continuare a vivere e che invece in tanti stanno cercando di demolire in tutte le maniere.
    Lieta di aver letto queste tue parole, entrano nel cuore e nella mente
    Grazie, Patrizia

  7. Scusandomi degli errori mentre scrivo(insegnate di lettere?bahhh,non sa scrivere sopraffatto?…)vorrei aggiungere al mio intervento precedente che,quello che manca,è l’urlo colettivo ,l’indignazione di tutti ,non “divisa” e settoriale (i giovani indignati,i no Tav indignati ,i lavoratori metalmeccanici indignati…)ma globale .Molti sono coloro che la pensano come noi ma forse sono disillusi e ritengono che non serva più lottare .Questo mi preoccupa e un poco mi rende quasi arresa.Le vostre riflessioni e poesie mi sono di aiuto a “riprendere “fiato e sogno.Grazie
    titinti
    Tinti

  8. Io non credo che si possa rubare la Speranza,perchè credo nell’uomo,nell’uomo che ogni giorno lavora o si ingegna,nelle donne che crescono figli che spesso sono ingrati perchè gli abbiamo tolto il gusto di sognare riempiendoli di cose materiali,non capisco il senso dell’immagine del Papa,se l’ha detta lui questa cosa della speranza,sono sorpresa,la Chiesa dovrebbe cominciare a pagare le tasse come tutti i mortali,che speranza può dare uno che rappresenta
    un uomo,un vero uomo,nato e morto nudo,bardato di oro?di che speranza parla in Africa dove col suo anello si sfamerebbe una famiflia intera per qualche mese?La speranza è l’unica cosa che non possono toglierci perchè dobbiamo costruirla noi ogni giorno,non è tassabile,non fa il ricco meno stronzo o il povero più felice,fa l’uomo degno di vivere la vita che si merita.
    ps.mi scuso se ho offeso la sensibilità di qualche cattolico,io sono credente in cerca e quando trovo troppo lusso,mi viene più di un dubbio sul come si può essere fedeli a questa Chiesa.Resta il fatto che ammiro quello che ha scritto Gavino ed i commenti di tutti e la possibilità che io non abbia capito nulla.
    Maria

  9. No Maria, non è che non hai capito nulla, è che quell’immagine del Papa è emblematica, perchè al posto suo poteva esserci un altro qualsiasi Capo di Sato. Il quale, molto probabilmente, avrebbe detto le stesse cose ma dichiarandosi pronto anche ad inviare armi e soldati per combattere quei diavoli che nel Benin vogliono fare solo la guerra, fra di loro.
    La Chiesa, oggi come ieri, ha un milione di colpe se si pensa soltanto che essa avrebbe dovuto elargire preghiere, carità e sentimenti umani.
    Invece, e solo in rare occasioni, affronta questi problemi come se fossero di passaggio, fra quei popoli, africani e non, che continuano a navigare nella loro miseria dignitosa che neppure la stessa Chiesa riesce a riconoscere, da ricca ed avara qual’è, come tutti gli altri.
    Grazie Maria per il tuo significativo intervento.
    Gavino


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