…Dalla nostra redazione di Este

Cari amici sognatori, un piccolo “guasto al motore” mi ha costretto ad andare dal meccanico. Mi scuso con voi per la mia assenza nei commenti, ma vi ho sempre avuto nei miei pensieri e da oggi riprenderò a sognare con voi. Un caro saluto a tutti.

Sandra Greggio

Published in: on novembre 27, 2011 at 18:33  Comments (5)  

…Dal nostro inviato a Macerata

Sabato 19 novembre 2011 alle ore 17,30 presso la libreria Del Monte Libreria Cavour a Macerata, la poetessa Maristella Angeli ha presentato la sua quarta silloge poetica In ascolto, Ed. L’Autore Libri Firenze.  “La poetica di Maristella, è profonda, tocca molti aspetti del vivere e dell’essere affidandosi a un registro “intimo” legato alla gioia comunque del vivere, all’apprezzamento della vita utilizzando versi che hanno colore, calore, profumo di un fiore unico. Lo stile consono ai temi è lieve, fresco, non artificioso mai, spesso d’essenza pur avendo dietro riflessione, sensibilità e forti emozioni e corrisponde al linguaggio dell’autentico ascolto.”  (Dalla recensione della poetessa Tinti Baldini) –  L’autore Sandro Orlandi ha presentato il suo romanzo Una rossa rosa bianca, Ed. Robin : ”Un thriller ad alta tensione, si legge proprio come si vedrebbe un film.” (Rosella Rapa). Il relatore Valentino Gabrielli ha saputo valorizzare le opere letterarie degli autori con competenza. Il pubblico presente ha apprezzato la lettura degli scrittori e i rispettivi book-trailer che hanno dato alla serata un’atmosfera davvero speciale.

Il Cantiere

Published in: on novembre 27, 2011 at 18:21  Comments (14)  
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Vento di novembre

 
L’irrequieto vento di Novembre
si porta via 
vita, rughe, ossa
rapace
le foglie secche
come l’avido tempo
infido
i miei giorni stanchi.
Gli alberi mostrano
i loro scheletri
irti al sole malato
come la mia vita
piena di aspre rughe
svela le ossa sfarinate
al cielo rarefatto,
cappa immobile
dell’esistenza.

Nino Silenzi

Published in: on novembre 27, 2011 at 07:38  Comments (6)  
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Mentre ancora raccolgo le mimose

 
Languida tenerezza, il tramonto,                                     
nel lesto suo nostalgico imbrunire                                    
e non m’accorgo di quel buio tetro                              
che spegnerà domani occhi al sole.
Mentre ancora raccolgo le mimose
del mio esser donna in questa vita,
mi prodigo ad infornare il pane                          
per chi mi amerà pur nell’ assenza.
Silenzio che ricorderà il profumo  
del lievito fermento di ogni vita,
inestinguibile del cuor la mensa   
mio costante e imperituro dono.
Perpetuerò l’amore che va oltre          
ogni confine, oltre l’orizzonte            
dove del sole il morire appare
ma è vitale l’eterno suo calore.

Elide Colombo

Lamento

KLAGE

O wie ist alles fern
und lange vergangen.
Ich glauben, der Stern,
von welchem ich Glanz empfangen,
ist seit Jahrtausenden tot.
Ich glaube, im Boot,
das vorüber führ,
hörte ich etwas banges sagen.
Im Hause hat eine Uhr
geschlagen . . .
In welchem Haus? . . .
Ich möchte aus meinem Herzen hinaus
unter den großen Himmel treten.
Ich möchten beten.
Und einer von allen Sternen
müßte wirklich noch sein.
Ich glaube, ich wüßte,
welcher allein
gedauert hat,—
welcher wie eine weiße Stadt
am Ende des Strahls in den Himmeln steht . . .

§

Oh, come tutto è lontano
e da gran tempo trascorso.
La stella, credo,
da cui ricevo splendore,
è morta da millenni.
Nella barca ch’è passata
credo d’aver udito
accenti di paura.
In casa una pendola
ha battuto le ore…
In quale casa?…
Vorrei uscire dal mio cuore
e andarmene sotto il grande cielo.
Vorrei pregare.
E di tutte le stelle una dovrebbe
avere ancora realtà.
Io credo di sapere
qual è la stella
che unica dura,
che sta come una città bianca
là dove il raggio ha termine nei cieli…

RAINER MARIA RILKE

Er tempo

“Er tempo, fijja, è ppeggio d’una lima. Rosica sordo sordo e tt’assotijja, che ggnissun giorno sei quella de prima”

TRILUSSA

Published in: on novembre 27, 2011 at 07:16  Comments (3)  
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After those Days

 
Strade senza traguardo
notti senza risveglio
canti di voci mute
stelle che fan sberleffi.
.
Luci senza chiarori
albe che san di fiele
tramonti allucinati
mari coprono terre.
.
Sfumano l’orizzonte
luci di rosso sangue
di soli neri aurore
i cuori opprimeranno.
.
Così noi camminiamo
smarrendo un mondo amico
che abbiamo violentato
 da cecità offuscati.
.
La luce spegneremo
sui nostri giorni tristi.
Vindice la natura
vi calerà il sipario.
.
Cercar nel pentimento
salvifico perdono
inutile speranza
a tempo ormai  finito.
 

Piero Colonna Romano

Un sogno mi ha preso

un sogno mi ha preso sottobraccio
ma io non ricordo i sogni
era un arcobaleno di luci
a cui non ero abituato
una nebulosa m’era attorno
ma non era oscura
era un arcobaleno di colori
a cui non ero abituato
s’aprì un sipario di pensieri
alcuni saggi
inutili i più
che mi destarono
nel fastidio che provavo
a leggere di quel che si nutre
l’umana vanità

sono diventato ombra
aprendo gli occhi
ho chiuso quel sipario
scoprendo il nulla
che mi ha circondato

Gavino Puggioni

Published in: on novembre 27, 2011 at 07:12  Comments (6)  
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