I pianti delle ore

I ZÎG DÄLI ÅUR

L’éra un zîl bû?
cme un bûr naigher.

An s sintèva dala zitè
armåur, canzån o amåur
ché la naiv ai mitèva
al silenziadåur.

I zighèven äli åur
e uśî vagabònd
i picèven
toc toc toc toc toc toc
ai vîder ofuschè.

Prèst, fórsi,
la påmpa la s farmarà
e mé…
a turnarò a cà.

§

Era un cielo buco
come un buio nero.

Non si sentiva dalla città
rumore, canzoni o amore
ché la neve ci metteva
il silenziatore.

Piangevano le ore
e uccelli vagabondi
picchiavano
toc toc toc toc toc toc
ai vetri offuscati.

Presto, forse,
la pompa si fermerà
e io…
tornerò a casa.

Sandro Sermenghi

Published in: on dicembre 11, 2011 at 07:46  Comments (5)  
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5 commentiLascia un commento

  1. Caro Sandro.
    Voli al di là, dagli attimi fuggenti della vita terrena:
    della “prova”, come schiuma dal mare, per ritornare là,
    dov’eri prima. A casa.
    Paolo.

  2. Un silenzio rivelatore quello di cui parli, che fa andare oltre la vita
    Una poesia che mi ha profondamente toccata ed emozionata
    Grazie, Patrizia

  3. Bellissima Sandro!
    Molto rivelatore il titolo.
    Graziella

  4. un momento di un incubo in una fredda immobilità piovuta dal buio. solo gli uccelli che battono ai vetri offuscati, non si sa cosa cercano, non lo vediamo, ma di sicuro calore.
    ma anche le ore qua sono vive e come persone piangono. persino una cosa astratta come il tempo diviso dall’uomo in segmenti matematici, le ore appunto, tu caro Sandro rendi a misura di animo umano e poetica.
    mi sembra di vedere una scena di un film in bianco e nero, di quelli belli di tanti anni fa. sei un po’ Fellini caro Sandrino e ci regali momenti ultraterreni nel fantastico del sogno col sentimento umano.
    poi torni a casa, certo, c’è una casa che ci aspetta dove stare tranquilli al calduccio e lì c’è l’amore…
    dopo aver vagato soli come uccelli spauriti
    caro Sandrino, però tu parli di una pompa che… io non vorrei pensare…. a quello che mi fa pensare
    ammiro la tua serenità, se ho letto bene la metafora, non afferrata subito… e la bella visione di un futuro come la casa ritrovata.
    un caro abbraccio e …. speriamo che la pompa resista
    e venga poi anche un bel giorno di sole con canzoni e amore
    azzurrabianca

  5. In beatitudine, ringrazio Paolo Patrizia e Graziella e ad azzurrabianca dico che mi ha ben capito, oltre a quanto io riesco a caoire di me stesso: quale tunnel scaveremo insieme prossimamente? un ciaosandrén a tutti
    con un bèl basén e un pzigòtt int l’uraccia birichéina!


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