L’arte della polvere

 
Fino al vespro
le nostre biglie,
rotolavano tra i seni
dell’incanto
sfidando precipizi
acerrimi.
.
Imparavamo incauti
l’arte della polvere
che corteggiava
i respiri di gioco
o disegnava l’aria ferita
nell’assenza di una mano,
di uno straccio di amore
con cui lenire le patine
sul legno nodoso.
.
Fino al vespro
le nostre biglie coriandolo
si pizzicavano,
e urtandosi l’un l’altra
deviavano l’attesa
restando ferma la meta.
E imparammo
a puntare le ginocchia
in terra
facendo callo al dolore.
.
Saliva al cielo,
ricordo,
dai nostri passi bimbi
la polvere di gioco,
e tornavamo a casa
preghiera.

Stefano Lovecchio

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3 commentiLascia un commento

  1. “Un’arte della polvere” che fa tornare indietro nel tempo, ad assaporare un’infanzia povera, velata di tristezza, bella poesia, stupenda anche la chiusa.
    Grazie Stefano, cari saluti e Auguri di Buone Feste.
    Roberta

  2. Grazie Stefano per L’EMOZIONE.Nostalgia delicata ,soffusa pervade i tuoi versi e accoglie dentro.Tinti

  3. Emozionante viaggio nei ricordi, dove un semplice gioco racchiudeva tutto un mondo. Bellissima
    Patrizia


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