Il mio mare

Ormai il tempo é andato:
La lunga estate di Calabria
anch’essa é finita,
anche se il sole
scalda ancora la spiaggia.
I giorni dell’ottobre caldo,
quando ci si tuffava
ancora in mare,
sono ricordi che svaniscono
nelle rade nebbie
di questa mattinata aostana.
Mi giungono ancora i fragori dell’onde
frangersi contro gli scogli del porto
anneriti dal catrame.
Lungo lo stretto ascolto le sirene
del ferry-boat,
che unisce ancora Reggio a Messina,
e mi sembra il lamento d’un condannato.
Planano su un mare color viola
stormi urlanti di gabbiani,
e il vento fischia incessante
sferzandomi il viso
con le rade sabbie
di questa costiera pietrosa.
Immobile,
seduto sulla mia vecchia banchisa,
guardo le onde alzarsi, imbiancarsi,
rincorrersi ed espandersi spumeggianti
tra le barche piene di reti
e le ceste di vimini vuote
accatastate vicine.
Ed i pensieri volano
a rincorrere anch’essi
impressioni fuggite, svanite,
scolpite é pur vero nel petto
ma ormai vaganti come sogni lontani
che vorrei poter dimenticare,
ma che rimbalzano,
come palle di gomma,
sui muri di un cuore
che é rimasto ancora bambino.

Salvatore Armando Santoro

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8 commentiLascia un commento

  1. La chiusa è di dolcezza infinita.Tinti

    • Solo la chiusa

  2. Versi molto belli, colmi di rimpianto e velata nostalgia, la chiusa poi sorprende in stupore ed emozione. Grazie caro Armando, Sinceri Auguri di Buone Feste.
    Roberta

  3. Sono ricordi che incantano anche il mio cuore, bellissima, Rosy

  4. Immagini molto belle si susseguono leggendo questa poesia velata di malinconia, che si chiude con lo stupore del bambino che ancora alberga e vive nell’autore.
    Patrizia

  5. caro “salvatore” Armando, hai veramente la lingua sciolta, sei una cannonata!
    Ciaosandrén

  6. Grazie di cuore a tutti!
    Armandol

  7. Ho riletto questa poesia e voglio ringraziare la direzione per la bella immagine inserita che mi ricorda giorni e tempi ormai lontani. Anche la bellezza del paesaggio sembra un sogno lontano ma che empie il cuore di giovinezza.
    E grazie ai commenti di tutti (non li avevo letti prima). Avrei voluto ringraziare Sandrén per il suo commento spassionato. Ma penso che lui mi ascolti tutt’ora ed allora gli dico sommessamente: “Si, ho la lingua sciolta e per questo posso dirti ancora: Grazie a te”!


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