Il tagliaerba

 
Io taglio l’erba
e vado via
col fango e con le scarpe con il fango
scivolando…
le più recondite metafisiche
derivazioni dall’anima soffiate
che respira male…
il Male del Fruscio.
Notte…
il fruscio straniero si strappa
sono pagine dal libro del silenzio
stampa…
sono le sue della paura
queste parole…
su e giù
nelle scale
incomprensibili
uccideranno i sogni…ecco…
mai fidarsi di chi parla alla tromba delle scale
nell’alba di un mattino…
in quei colori spenti ma che s’accendono di luce
scenderò a vedere…
chi è che parla allo scalino?
vado nel giardino
m’inoltro tra i suoi fili
taglio l’erba
lavo il fango
delle scarpe…
me ne vado…

Enrico Tartagni

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4 commentiLascia un commento

  1. Il male del fruscio. Fa su e giù sulle scale della paura. Arriva l’alba. Taglio l’erba. Mette in agitazione questa poesia. Ma forse era quello che voleva Enrico.

  2. Davvero crea un’aura di disagio in atmosfera strana…ma intrigante.tinti

  3. Sublime!!!
    maria

  4. E’ come se questo taglia erba rappresentasse coloro che lavando il fango dalla scarpe, si lavasse le mani del male che lo circonda. Quasi un voler sfuggire a quel male del fruscio. Ovviamente è quanto mi ha trasmesso la tua poesia.
    Patrizia


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