Dignità

“È trattando gli altri con dignità che si guadagna il rispetto per sé stessi”

TAHAR BEN JELLOUN

Published in: on dicembre 22, 2011 at 07:16  Comments (4)  
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C’è una pace grandiosa

C’è una pace grandiosa
al centro del campo e il verde
dell’erba promette
“quello che dirai adesso
sarà vero per sempre”.
Allora dice parole identiche al verde,
poi canta il nome della terra, e sente
che tutto sprigiona e combacia.

Tutto
fino al seme che trotta la vita
dal sacchetto alla chioma
fino al seme che pare niente
e invece sogna.
Fino al seme al seme
che forte silenzioso promette.

MARIANGELA GUALTIERI

Published in: on dicembre 22, 2011 at 07:10  Comments (4)  
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Sdrucciola quasi squamosa poesia

liscata a lutto
sincopata ogni forma di memoria
scrive la coda bilobata foglia
di stupefatta acquisizione acquatica
la rete strascica di mute
alghe

le lacrime dei pesci
chi le vede?
fa tanto mare agli occhi

Cristina Bove

Published in: on dicembre 22, 2011 at 07:08  Comments (7)  
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Schiuderò silenzi

 
Speranze in spalla, schiuderò silenzi,
famelici mostri in ossessivo girotondo,
e aprirò un varco nel non abbandono
per addentrarmi nella stanza del vuoto.
.
Sentirò l’inaudito mio flebile respiro
e dopo averne verificata l’esistenza
se sono fortunato qualcosa mi dirò
e scoprirò di nuovo la mia voce.
.
Potrò raccontarmi un pezzo di vita
o imitare i suoni che non ritornano.
Potrò ascoltare il motivo preferito
e canticchiarlo col brio che mi rimane.
.
Così facendo, naturalmente so
che non avrò eliminato la solitudine,
che non sarò di colpo diventato rondine
tra rondini che insieme fanno stormo.
.
Ma, almeno, potrò dire di avere rifiatato,
di essermi regalato qualche minuto in più,
di essere ben allenato e quindi pronto
nella lunga attesa che altri parlino.

Aurelio Zucchi

(Poesia finalista con menzione d’onore della VI Edizione del Premio Letterario “La Clessidra” – Terni)

Il Po

Da questo fiume pieno di vigore,
da questo fiume, così silenzioso
e così calmo e violento, traspare
una smarrita dolcezza.
Sulle onde imbizzarrite
viaggiano i miei pensieri,
ad occhi chiusi assaporo il fluire
di sensazioni, di emozioni.

Sul sentiero che lo accompagna,
sfilano biciclette frusciando sui ciottoli,
negli orti vicini alcuni cani
comunicano fra loro, dei bimbi
si rincorrono garruli, mentre nel cielo
la luna incomincia il suo apparire.

Io accovacciato su un letto di pietra
assaporo il profumo che emana.
Luke, muso appoggiato
sul mio ginocchio mi osserva.
Alcuni gabbiani volteggiano
ed una coppia di aironi amoreggia sul greto,
in un gioco di piume e volteggi.
Più lontani alcuni pescatori
attendono pazientemente la preda.

Lassù Superga mi osserva,
pare voglia invitarmi a salire,
mio viatico per anni e mio dolore.
La piccola cascata copre ogni rumore
Il sole si allontana, scende dietro i monti,
e la sera incombe dando spazio
ai raggi della luna sempre più
luminosa e lucente.

Le stelle l’accompagnano.
E, fra esse mi fingo
il viso di chi è lassù,
parlo a loro, sorrido e così
appagato torno al mio abitare
mi sdraio sul letto, penso
e rannicchiato in me stesso
finalmente piango.

Marcello Plavier

Se non riesco a dormire

conto le stelle radunate
nel palmo della mia mano

Tra una tela e l’altra
mi fermo quanto basta
per fondermi con i pennelli
i colori che invento
raccontando storie di vetro…non mie.

L’anima attingo
dalle ceneri dei sogni ,
[c’è troppo grigio …sottolinei]
e di tanto in tanto mi concedo
ai giardini del silenzio
come musa

mi contagi
mi piovi dentro

“Sono qui” mi dici
…..sapessi quanto vale
in quest’uggiosa domenica….

Anileda Xeka

Published in: on dicembre 22, 2011 at 06:50  Comments (3)  
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