Mi sarei accontentata

Di sfiorare i tuoi occhi
Come smalto trasparente –
Non ti saresti accorto di me – se non
Per un discreto luccichio

Invece – presuntuoso – hai pensato
Volessi cavarteli – e portarli via con me –
Hai avuto paura –
Ma non puoi permetterti
D’esser vigliacco
Quando le tue stupide paure
Sradicano i sorrisi
Di una semplice compagnia

Nicole Marchesin

Published in: on dicembre 26, 2011 at 07:50  Comments (5)  
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Mare al mattino

Fermarmi qui. Per vedere anch’io un po’ la natura.
Luminosi azzurri e gialle sponde
del mare al mattino e del cielo limpido: tutto
è bello e in piena luce.

Fermarmi qui. E illudermi di vederli
(e davvero li vidi un attimo appena mi fermai);
e non vedere anche qui le mie fantasie,
i miei ricordi, le visioni del piacere.

KONSTANTINOS PETROU KAVAFIS

Andiamo a casa

La scuola è ancora lì, uguale a quel tempo,
nulla è cambiato e tutto torna alla mente.
Il primo giorno di scuola, la grande paura,
che voglia di fuggire e a casa tornare.
Timido da morire da maleducato apparire.
Dalla finestra il polveroso cortile vedevo,
la ricreazione, minuti di respiro infinito,
di libertà sospirata e sognare il profumo
del ritorno tra piccole e dolci mura di casa,
del pranzo ormai pronto.
Breve sogno e triste rientro tra quei muri
bianchi e verdi, tra banchi scheggiati,
di memorie incise da chi prima di me tribolò
tra loro.
Ci sono tornato e da fuori la vedo, uguale…
Solo io sono cambiato, non più verde l’età,
ma quasi bianchi i miei capelli e i baffi.
Chissà se i colori di muri presaghi non furono
di vita che nasce e al fine tramonta.
Sono tornato e dietro una finestra vedo
un bambino silenzioso che il fuori scruta.
Ha l’aria timida quasi impaurita.
Mi vede, sorride e con la mano saluta.
Andiamo a casa ora, il tempo è passato.
Lo prendo per mano e in silenzio andiamo.
Cinquant’anni, quanto tempo ci ho messo
per riprender quel che ero, per riprender
me stesso.

Claudio Pompi

Rumore di pioggia

  
             Dolce
            rumore di pioggia
            monotono
            eppur vario
            inedito
            familiare
            compagno
            di intimi pensieri.
            Scende
            il crepitio
            negli anfratti dell’essere
            e l’anima affiora
            fulgente fra gocce.
            Si culla
            in questa nenia
            antica
            carezza di padre.

           Graziella Cappelli

Published in: on dicembre 26, 2011 at 06:55  Comments (7)  
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IL MIO ALBERO DI NATALE

Il mio albero
a guardarlo bene
è come quello vero
piantato nel giardino di casa
radici profonde
a irrorare linfa
prezioso nutrimento di vita
foglie forti e fragili
rami stecchiti adesso di gelo
domani gemme di luce
ad annunciare festa
di  prodiga primavera.
Il mio albero è un continuo
fremito di voci e memorie mai sopite
uno scandaglio di terra fremente
in cerca di nuove zolle sempre migliori,
se chiudi gli occhi
e porgi il cuore
puoi vederlo e sentirlo
come una creatura in carne ed ossa
abbracciarti di calde parole sempreverdi.
Il mio albero vorrei
che fosse infinito come il cielo
e portasse in dono
il regalo più bello
certezza di stella
splendente d’amore,
fuggente meteora sulla terra,
per strapparti un “oh”
di tenera, stupita meraviglia.

Roberta Bagnoli

Caro papà i limoni

 
Caro papà i limoni
non fanno più la schiuma
quando li metto nel tè
e ci metto lo zucchero
come facevi te tutte le mattine
per noi che ci alzavamo dopo
.
non so dove sei te com’è
qua han cambiato tutto
.
il grano non fa più la semente
perché bisogna andare a comperarla
mica puoi lasciar fare alla natura
bisogna pagarla c’è il commercio di tutto
ma questo già lo sapevi da quando
piangevi per i camion di arance
rovesciati in discarica il raccolto distrutto
“con tutta la gente che muore
di fame” dicevi “in psevan brisa
derla a laur invezi ed cazerla vì!”
.
caro papà la Marisina dove lavora c’era crisi
per fortuna una ditta del nord ha comprato tutto
così lei lavora ancora
caro papà la Marisina è stanca lavora doppio
e la pensione l’han spostata chissà a quando
io aspetto tutti i giorni se mi chiamano
a scuola non ho più l’incarico tutto l’anno
la mamma sta bene lo sai credo che la vedi
anche i gemelli tutto bene
e ci vogliamo tutti in fondo sempre bene
.
caro papà dove sei tu com’è? C’è il Paradiso?
un mondo migliore almeno là!
Buon Natale papà!

azzurrabianca