Addio

Vieni, siediti qui sul mio letto
Vorrei stringerti ancora una volta al petto.
Ora tocca a te, bambina mia,
aiutarmi, poco a poco, ad andare via….

Fatti ancora accarezzare i capelli…
ricordo sempre il momento, tra i più belli,
quando, tra strepiti e dolori,
con amore ti aiutai a venir fuori.

Ti ho aspettato tanto pazientemente
e ti ho cresciuto, lavorando alacremente,
adesso ti vorrei lasciare il mio testamento
per lenire un poco, se posso, il tuo tormento.

Vorrei lasciare a te, anima mia,
una traccia del mio passaggio, che non vada via.
Vorrei che tu sapessi che io sarò ovunque
se tu mi penserai e mi parlerai comunque.

Se porterai con te, in ogni istante,
la speranza, l’entusiasmo e le emozioni tante
che insieme abbiamo sempre condiviso
e come, dopo un dramma, abbiamo ritrovato il riso.

Adesso sono io che ho paura
come per te era il buio di una notte scura.
Sì, te lo confesso, ora ho timore
dell’ignoto e di provare ancora del dolore!

Ma se tu mi terrai la mano, mio piccolo fiore,
io me ne andrò serena, piano senza fare rumore.
Non piangere, amore mio, ti voglio tanto bene,
sarò la tua mamma sempre… se tu la chiami lei viene!

Anna Maria Guerrieri

Piange nel mio cuore

IL PLEURE DANS MON COEUR

Il pleure dans mon cœur

Comme il pleut sur la ville;

Quelle est cette langueur

Qui pénètre mon cœur?

Ô bruit doux de la pluie

Par terre et sur les toits!

Pour un cœur qui s’ennuie

Ô le chant de la pluie!

Il pleure sans raison

Dans ce cœur qui s’éccœure.

Quoi! nulle trahison?…

Ce deuil est sans raison.

C’est bien la pire peine

De ne savoir pourquoi

Sans amour et sans haine

Mon cœur a tant de peine!

 §

Piange nel mio cuore
Come piove sulla città;
Cos’è questo languore

Che mi penetra il cuore?

O dolce brusìo della pioggia
Per terra e sopra i tetti!
Per un cuor che si annoia,
Oh il canto della pioggia!

Piange senza ragione
Nel cuore che si accora.
Come! Nessun tradimento!…
Dolore senza ragione.

È la pena maggiore
Il non saper perché
Senz’odio e senza amore
Ha tanta pena il cuore!

PAUL VERLAINE

Published in: on dicembre 27, 2011 at 07:33  Comments (3)  
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Interminabile tramonto – Alzheimer

Un interminabile tramonto
– senza più alba –
ha rubato la mia identità,
il mio passato, il mio presente.
La nebbia avvolge ogni cosa,
un sipario che scende lentamente
annullando memoria, affetti, ricordi.
Come involucro vuoto vago per le strade,
in mondi ormai sconosciuti
perdendomi come infante ai primi passi.
L’eterno diventa attimo, 
mentre ombre si avvicinano e prendono forma
vedo visi colmi di smarrimento,
tenerezza mista a sofferenza.
Perfetti sconosciuti alla mia mente,
figli miei amati…ora estranei…
Patrizia Mezzogori

Natali

I natali lontani nel tempo,
ricordi di un infanzia infelice e sola.
Tu madre dove sei, mi mancano le tue carezze,
le tradizioni, alle quali tenevi tanto,
ne andavi fiera di quei pochi momenti felici.
Per non dimenticare, continuo portare avanti
quei raduni di famiglia.
Ho dato tutto ciò che potevo, giovinezza,
purezza, denaro, ho insegnato quanto sia importante
la famiglia.
Adesso le mie gambe sentono la fatica, è ora di sedersi ad osservare
il passare lento del tempo,
assaporare gli eventi,
non farsi coinvolgere dalle emozioni.
Sono stanca di imitarti, ho superato te, e anche me stessa.
E’ arrivata l’ora di incassare amore, tanto e per tanto tempo ancora

Gianna Faraon

Sognatori

“L’umanità ha bisogno di persone d’azione, ma ha anche bisogno di sognatori per i quali perseguire disinteressatamente un fine è altrettanto imperioso quanto è per loro impossibile pensare al proprio profitto”

MARIE CURIE

Published in: on dicembre 27, 2011 at 07:04  Comments (3)  
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Ho atteso a lungo

 
Ho atteso a lungo
che calasse la notte
sul verde altopiano
colmo d’innocente
sangue di papaveri.
Ho atteso il buio
per celare la luce
accesa dei tuoi occhi
ed allungare
la tua giovane vita.
Ho risparmiato tempo
vento e suoni nell’attimo
che ti ho nascosto contro il muro,
ancora sento il calore della
tua mano nella mia
ancora sento il frullo di paura
che correva in gola.
Ci sorprese stremate, stanche
e ancora abbracciate
l’alba quieta d’effimera tregua.

Roberta Bagnoli

Published in: on dicembre 27, 2011 at 06:52  Comments (12)  
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