Per un sereno anno nuovo

Mi pareva giusto terminare questo anno di poesia con i versi del nostro caro Marcello, rivolgendo al cielo il suo stesso interrogativo, ora che anche lui appartiene a quell’oltre misterioso e insondabile che accomuna le nostre speranze ed i nostri timori di umani piccoli ed imperfetti. Che cosa ci riserva il futuro? Purtroppo non abbiamo certezze, anzi, il momento attuale ci conduce ad un tetro pessimismo, fatto di incognite, di amarezza ed anche di rabbiosa indignazione. Ma in questa notte di San Silvestro non ci facciamo sopraffare dalla rassegnazione, anzi lasciamoci guidare dalla poesia, che è essa stessa forza vitale e speranza di cambiamento. Shakespeare diceva che siamo fatti “della stessa sostanza dei sogni”: ebbene non smettiamo di sognare, perchè sarà il sogno ad accompagnarci all’alba di un giorno migliore. Questo è il nostro augurio per un sereno anno nuovo.

Il Cantiere

Siamo terrestri?

Ciottoli piccoli nati da qualche meteora
rendono consapevoli di grandiosi eventi
Scrutiamo il cielo cercando, sondiamo l’infinito
come se il mutare del mondo sia dovuto
all’affluire di entità misteriose

Attorno la terra diffonde il suo odore
Il sole ha terminato il suo lavoro
Bianchi tessuti sbattono al vento
come a svelare qualcosa dei fasti celesti
L’ignoto ci avvolge liberandoci

Pensieri rivolti al mistero della vita
si alternano susseguendosi
nella mente, confusa da eventi straordinari
Chi siamo noi quale è il nostro presente il nostro futuro
come pietre preziose ci uniscono nell’universo

Arrivammo cercando un rifugio
ora che le guerre stanno distruggendoci
che l’odio fra umani ci ha nuovamente raggiunti
dove andremo? Ahimè, dove andremo?

Marcello Plavier

A capofitto nell’anno bisestile 2012

A CUFÉTT INT L ÂN BISÈST 2012

A vòi fèr al girundlån
e a infåurc un vaird insónni
cme s’la fóss un’aventûra
mé ch’a viâz da pió d vént ân
in stra mèz ala Poesî,
e a m i fécc con dsinvultûra!
Ai n’é tanti, dòn e òmen,
ch’viâzen trésst in sti mumént
ch’i én in câsa o i van zarcànd
la cadäina sfrutadåura
d fèr di tûren nòt e dé,
ch’vrénn andèr con la famajja
in muntâgna al mèr o ai sí
mo ch’ai tåcca d cuntintères
d’un uvén cån dû radécc’!
Bän, nuèter bî bulgnîs,
par l’amèra congiuntûra
s cuntintän pr al Bån Nadèl
ed pluchèr vèci parnîs,
pò andèr zå pr i ûltum pirû
dl’Ân ch’finéss sänza surîs!
Acsé entrarän con tant’angósstia
in cl antepâtic Ân Bisèst
pr’inizièr na vétta nòva:
gnínta scónt a tótt i lêrz
speranzû§ ed psair rubèr
cómm i an fât in fén adès!
Sänpr in èlt i én i Povêta
con la forza sovrumèna
ch’i an i Pûr: Vîva l Amåur,
tótt al månd al se dsdarà
e sugnànd pió giósst turtlén
fôrsi… la batâglia al vinzarà!

§

Voglio fare il giramondo
e inforco un verde sogno
come se fosse un’avventura
io che viaggio da oltre vent’anni
sempre in mezzo alla Poesia,
e mi ci ficco con disinvoltura!
Ce ne son tanti, donne e uomini,
che viaggiano tristi in questi momenti
in cassa integrazione o van cercando
la catena di montaggio
per fare turni notte e giorno,
che andrebbero con la famiglia
in montagna al mare o sugli sci
ma che devono accontentarsi
d’un ovino con due radicchi!
Bene, noi bei bolognesi,
per l’amara congiuntura
ci accontentiamo per il Buon Natale
di leccare vecchie pernici,
poi scendere gli ultimi gradini
dell’Anno che finisce senza sorrisi!
Così entreremo con tant’angustia
in quell’antipatico Anno Bisestile
per iniziare vita nuova:
niente sconti a tutti i lerci
speranzosi di poter rubare
come han fatto fino adesso!
Sempre in alto sono i Poeti
con la forza sovrumana
che hanno i Puri: Viva l’Amore,
tutto il mondo si sveglierà
e sognando più giusti tortellini
forse… la battaglia vincerà!

Sandro Sermenghi

Attore della tua vita

Lasciati avvolgere dal calore di un caminetto,
diventando anche tu fiamma che riscalda.
Lasciati illuminare dalle luci della festa,
diventando anche tu luce
per chi è nel buio.
Lascia che lo sfarfallio della neve
infonda gioia nel tuo cuore,
sì da trasmetterla a chi è triste.
Lascia che la serenità dei bimbi
ti abbracci,
ricordandoti la tua infanzia.

Diventa attore della tua vita,
prendendola per mano.
Vivila, assaporala,
sentine il gusto,
seppure a volte acerbo ed amaro.

Ma è vita,
sempre.

Ed ad ogni nascita essa si rinnova.

.
Sandra Greggio

Published in: on dicembre 31, 2011 at 07:39  Comments (6)  
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Come volevasi dimostrare

 
In vent’anni la fragile Italietta
s’è ridotta a coriandoli sospesa
dal mondo derisa e vilipesa
s’è affossata a tutta tavoletta.
.
Orge carnascialesche anche in diretta,
figuracce da dignità offesa,
promesse evase con fiducia lesa:
un cocktail nero da crisi perfetta.
.
Ma ora che il carnevale è finito
la quaresima incombe nera nera:
se lo spread cala a un punto più gradito
.
se la finanza si rialza e spera,
cala invece la mannaia sul mito
d’una manovra equa, illusione mera.

Umberto Marinello

CARO NUOVO ANNO

Caro Nuovo Anno, spero che tu sia diverso da quello trascorso. Non se ne può più: crisi, tagli, pensioni che si allontanano. Tu che puoi, fa che coloro che hanno frodato, rubato, accumulato ricchezze con crimini e furti possano scomparire, che possano essere utilizzati i beni sequestrati e che il nostro Paese possa tornare a risplendere. Non vedi i visi tristi, tesi e preoccupati? Forse i politici non vivono più tra noi, non sono consapevoli di quante persone perdono il lavoro, di quante non riescono a trovarlo. E se gli italiani tornassero a essere emigranti? Significherebbe perdere validi professionisti, tornando indietro a tempi ormai dimenticati. Beh, vedi cosa puoi fare, cerca d’infondere la giustizia sociale, difendi i bisognosi, rendi merito a chi tanto ha lavorato onestamente. Ho visto persone girare per i mercatini di Natale, ma non compravano e, se il timore di non arrivare neanche alla fine del mese aumenta, per i negozianti ci saranno problemi: chi poco ha poco acquista! Posso scrivere tanti versi, sperando che possa giungere un messaggio di speranza, ma è ben poco rispetto a quello che puoi fare tu. Per il 2012 fa che i sogni possano trasformarsi in realtà. Ora mi addormento e chissà…

Maristella Angeli

Canzone d’inverno

CANCIÓN DE INVIERNO

Cantan. Cantan.
¿Dónde cantan los pájaros que cantan?

Ha llovido. Aún las ramas
están sin hojas nuevas. Cantan. Cantan
los pájaros. ¿En dónde cantan
los pájaros que cantan?

No tengo pájaros en jaulas.
No hay niños que los vendan. Cantan.
El valle está muy lejos. Nada…

Yo no sé dónde cantan
los pájaros -cantan, cantan-
los pájaros que cantan.

§

Cantano. Cantano.
Dove cantano gli uccelli che cantano?
Ha piovuto. Ancora i rami
son senza foglie nuove. Cantano. Cantano.
gli uccelli. Dove cantano
questi uccelli che cantano?
Non ho uccelli in gabbia.
Non ci sono bambini a venderli. Cantano.
La valle è lontana. Nulla…
Io non so dove cantano
gli uccelli – cantano, cantano -,
questi uccelli che cantano.

JUAN RAMÒN JIMÈNEZ

Published in: on dicembre 31, 2011 at 07:12  Comments (3)  
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