Maremma

Terra dal gusto amaro,
zolle grigie strappate al mare,
cespugli d’erba cattiva
come capelli radi
di vasi senz’acqua.

Letti di torrenti senza voglia
su ragnatele profonde
di terra spaccata
ormai smemore di sé
s’affastellano in parata.

Tracce di falò dagli occhi truci
intorno al ferro rosso
del marchio di schiavitù
di società maschiliste
di femmine di fuoco.

Lorenzo Poggi

Maestà

DUCCIO DI BUONINSEGNA – 1311

Published in: on gennaio 31, 2012 at 07:32  Comments (4)  
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Conflitti

L’apparenza scorteccia
momenti ormai consumati
a far breccia
su barricate di pensieri.

Biechi sguardi
al modo di guerrieri
dell’intelletto
muovon l’accuse
a raggirar colpe
e la saggezza
si ammira incerta.

Pierluigi Ciolini

Published in: on gennaio 31, 2012 at 07:23  Comments (6)  
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I sensi dell’amore

Ho trovato le parole per te,
Amore mio!

Le ho cercate negli occhi
del mondo,

Le ho cercate nel rumore
del tempo,

Le ho cercate nel profumo
del passato,

Le ho cercate pregustando
il futuro,

Le ho trovate qui,
adesso,
toccando il nostro presente.

Anna Maria Guerrieri

Published in: on gennaio 31, 2012 at 07:20  Comments (7)  
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Funeral Blues

Stop all the clocks, cut off the telephone.

Prevent the dog from barking with a juicy bone,

Silence the pianos and with muffled drum

Bring out the coffin, let the mourners come.

Let aeroplanes circle moaning overhead

Scribbling in the sky the message He is Dead,

Put crêpe bows round the white necks of the public doves,

Let the traffic policemen wear black cotton gloves.

He was my North, my South, my East and West,

My working week and my Sunday rest

My noon, my midnight, my talk, my song;

I thought that love would last forever, I was wrong.

The stars are not wanted now; put out every one,

Pack up the moon and dismantle the sun.

Pour away the ocean and sweep up the wood;

For nothing now can ever come to any good.

§

Fermate tutti gli orologi, isolate il telefono,
fate tacere il cane con un osso succulento,
chiudete i pianoforti e fra un rullio smorzato
portate fuori il feretro, si accostino i dolenti.

Incrocino gli aereoplani lassù
e scrivano sul cielo il messaggio Lui È Morto,
allacciate nastri di crespo al collo bianco dei piccioni,
i vigili si mettano i guanti di tela nera.

Lui era il mio Nord, il mio Sud, il mio Est ed il mio Ovest,
la mia settimana di lavoro e il mio riposo la domenica,
il mio mezzodì, la mezzanotte, la mia lingua, il mio canto;
pensavo che l’amore fosse eterno: avevo torto.

Non servono più le stelle: spegnetele anche tutte;
imballate la luna, smontate pure il sole;
svuotatemi l’oceano e sradicate il bosco;
perché ormai nulla può giovare.

WYSTAN HUGH AUDEN

Il dono

 
Un giorno
la Notte,
attingendo
tra i mille
tuoi soli gentili
mi ha prestato la vista
.
È piena Luna
il tuo esserci, ed io
abbacinato e grato,
più non conosco il buio.

Flavio Zago

Published in: on gennaio 31, 2012 at 06:51  Comments (5)  
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Sul nero della terra

 
Sul nero della terra
piume bianche sparse
eco ad un volo vissuto
.
chissà se ci ricorderemo
di queste vite quando
saremo zolle
nell’azzurrino della sera

azzurrabianca

Published in: on gennaio 30, 2012 at 07:29  Comments (13)  
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La fonte da scoprire

 
 
Nel cuore di donna
crogiola lenta
la fiamma di dolore,
nel corpo ormai consunto
si lava ogni traccia d’impurità,
nel chiostro perfetto
di solitudine e silenzio
si leva alle prime luci
l’alba bianca, scabra
come l’anima immensa,
intatta, ancora immersa
nella fonte da scoprire.

Roberta Bagnoli

Published in: on gennaio 30, 2012 at 07:23  Comments (11)  
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La verità

‘Na gavetta de granci giornalisti,
che rajeno carote a chi li paga;
‘na voja de fregasse che s’allaga;
ingiustizie e spettacoli mai visti,

deputati magnoni e pagnottisti,
fregnacce d’agguantasse co’ la draga,
ministri frammassoni e camorristi
che nun fan’altro che ingrossà la piaga.

Conocchie, preti, gente che s’addanna,
strozzini, tasse, giudici vennuti…
e in fonno er vaticano che comanna.

Er merito che mòre su la paja
e la grolia che ghigna a li cornuti:
ecco le condizioni de l’Itaja.

GIGGI ZANAZZO      (1893)

E’ importante

(A mia figlia)

Ti guardo e sento cosa provi
mentre per la prima volta
interpreti la vita in modo diverso.
Semplicità ed entusiasmo
curiosità e sfida.
Mi guardi
e sento quanto è importante che io sia qui.
Vorrei spiegarti,
farti capire
quanto sia bello e unico quello che fai
comunque tu lo faccia,
e quanto io ami la tua essenza
mentre assisto all’evolvere
della tua esistenza.
Ma rimango così
a guardarti
a lasciarti fare.
Il tuo essere donna e ancora bambina
bambina e già donna.
E’ importante che tu sia lì
e io qui,
ed è bellissimo poterti vivere.

Sandro Orlandi

Published in: on gennaio 30, 2012 at 07:06  Comments (9)  
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