Soave

respiri
di sofferta
quiete

guerrigliano
gli occhi
con le luci
del tuo odore
accese

tutto
è ricordo

Silvano Conti

Published in: on gennaio 3, 2012 at 07:42  Comments (4)  
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Il labirinto

Frammisto appellativo
di visioni ad occhi chiusi
di passi abbozzati tentoni
il labirinto
dove il silenzio sordo
è ingannevole consiglio
e delirio pare il ragionare
di chi imbocca cieco la via
di ogni difficile scelta.

Daniela Procida

Published in: on gennaio 3, 2012 at 07:37  Comments (6)  
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Nato con la camicia

Fortunato chi può
infilar perle nella memoria
e pavoneggiarsi di vita felice.

Fortunato chi gioisce dell’altro
ed insieme accompagna
due storie di vita.

Fortunato chi s’accosta
al diverso con occhi infantili
e curioso apprende di storie lontane.

Fortunato chi sa aspettare,
chi si accontenta, chi chiede perdono.
Fortunato chi non attende la manna.

Lorenzo Poggi

Published in: on gennaio 3, 2012 at 07:29  Comments (8)  
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Anno nuovo

 
Anno nuovo
inventario vecchio
senza alcuna scelta
ci ritroviamo a riordinare cassetti
a sfogliare vecchi ricordi
a riesumare antiche speranze
siamo gusci ancora da riempire
pensieri baldanzosi
che sbiadiscono nel lento divenire
danza satura di ore
informe massa di idee
culmine di caos
che non può fare altro
che capovolgersi
quando si tocca l’infimo abisso
la risalita è d’obbligo
che l’augurio non tardi
a spaziare l’orizzonte
che la luce della rinascita
faccia presto a mostrare
il buongiorno nell’armonia
di un canto a più voci
nel respiro della natura
cuore d’amore universale.

Roberta Bagnoli

Quale allegria

Quale allegria
se ti ho cercato per una vita senza trovarti
senza nemmeno avere la soddisfazione di averti
per vederti andare via

quale allegria,
se non riesco neanche più a immaginarti
senza sapere se strisciare se volare
insomma, non so più dove cercarti

quale allegria,
senza far finta di dormire
con la tua faccia sulla mia
saper invece che domani ciao come stai
una pacca sulla spalla e via…
quale allegria,

quale allegria,
cambiar faccia cento volte per far finta di essere un bambino
con un sorriso ospitale ridere cantare far casino
insomma far finta che sia sempre un carnevale…
Sempre un carnevale.

Senza allegria
uscire presto la mattina
la testa piena di pensieri
scansare macchine, giornali
tornare in fretta a casa
tanto oggi è come ieri

senza allegria
anche sui tram e gli aeroplani
o sopra un palco illuminato
fare un inchino a quelli che ti son davanti
e son in tanti e ti battono le mani.

Senza allegria
a letto insieme senza pace
senza più niente da inventare.
Esser costretti a farsi anche del male
per potersi con dolcezza perdonare
e continuare.

Con allegria
far finta che in fondo in tutto il mondo
c’è gente con gli stessi tuoi problemi
e poi fondare un circolo serale
per pazzi sprassolati e un poco scemi

facendo finta che la gara sia
arrivare in salute al gran finale.
Mentre è già pronto Andrea
con un bastone e cento denti
che ti chiede di pagare

per i suoi pasti mal mangiati
i sonni derubati i furti obbligati
per essere stato ucciso
quindici volte in fondo a un viale
per quindici anni la sera di Natale…

LUCIO DALLA