Notte

 
Notte
vieni a guarire i nostri dolori
notte così limpida e chiara
i nostri pensieri non sanno
così precise le tue piccole luci
ad orientare nel buio
notte fredda invernale
apro la finestra
tutte le finestre
notte
disperdi tu con la tua vastità
i dissapori i nostri malumori
il tuo scuro profondo immenso
ci attrae l’anima
fa vuoto al superfluo
ci rammenta chi siamo davvero
senza mai capirlo è questo mistero
che siamo e non sappiamo
notte che mi dai la voglia
di scappare via
più in alto più su
dove si può guardare
dove si può ammirare
dove nessuno ti farà tacere
e dove non ci sarà nemmeno
il bisogno di parole

azzurrabianca

La stella del mattino

La stella del mattino e della sera
sorge per prima ed ultima tramonta
la più bella di tutte e la più viva,
ma annuncia con il suo nascere la notte,
annuncia il giorno, ma con il suo morire.
Sorga alla sera e tramonti nell’alba,
la stella in ciel più bella è la più vera
significando ai terrestri una sorte
al di là della vita oltre la morte,
la stella della sera e del mattino.

RICCARDO BACCHELLI

Published in: on gennaio 5, 2012 at 07:35  Comments (4)  
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Scala

Si dice
la vita essere
salir scale
ma se quelli
che pattinano
sul ghiaccio
t’hanno tagliato
le gambe
di gomito fatichi
e se ti tarpano
anche le braccia
con la lingua sali
se poi non
ti lasciano
pensiero
diventi
scala.

Tinti Baldini

Published in: on gennaio 5, 2012 at 07:25  Comments (11)  
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Filamenti

Stringe il sorriso
dietro le grate di ferro
come l’urlo di un bambino
in poco spazio.
Perché si sa che i bimbi
ne hanno bisogno
e molto,
per non sentirsi prigionieri
in erba.
Le gabbie degli adulti
non hanno fondamento
a volte,
e sopprimono le voci
degli impulsi,
a freddo.
Così si strozza
il gusto
sullo smalto bianco,
ogni volata un fermo:

e si filano fibre sottobanco.

Beatrice Zanini

Basta

Basta con questa rabbia che mi uccide
per non essere abbastanza forte.
Basta con quei gridi che salgono al cielo
da corpi di donna violata.
Basta con il volto di una lei che piange
tra le mie mani e le lacrime al suolo
scendono come gocce di sangue.
Basta con la morte dell’anima
che corpo di donna rende un’automa,
di una bambina che non saprà scoprire
l’amore, che non accenderà i suoi sensi.
Basta con gli occhi truci di un bastardo
che non s’abbasseranno davanti
a quelli di colei che più luce non avranno
ma che per strada incontreranno.
Basta, mille volte basta, eternamente basta.
Basta con l’ipocrisia del perdono seme
di futura violenza.
Basta con il silenzio del dolore taciuto
per pudore, per colpa solo d’essere donna.
Vorrei su quella piazza centomila donne
che gridino basta e il loro grido
squassi i vetri e le orecchie di coloro
che in un palazzo non vedono ma si fanno
vedere.

Claudio Pompi

Ndr:  Claudio lavorava nel reparto di radiologia di un ospedale del centro di Roma, e per questo motivo si trovò spesso a contatto con realtà tristi e drammatiche come quelle che descrive in questa poesia.  Noi lo ringrazieremo sempre per la sua testimonianza, vera e preziosa, di uomo giusto e sensibile.