Scala

Si dice
la vita essere
salir scale
ma se quelli
che pattinano
sul ghiaccio
t’hanno tagliato
le gambe
di gomito fatichi
e se ti tarpano
anche le braccia
con la lingua sali
se poi non
ti lasciano
pensiero
diventi
scala.

Tinti Baldini

Published in: on gennaio 5, 2012 at 07:25  Comments (11)  
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11 commentiLascia un commento

  1. Un guardare alla vita come ad una ripida scala sulla quale sgomitare. E cedere ai più arroganti, fino a divenire scala e subirne il calpestio. Tinti, con accorata poesia, questo ci racconta. Ed il suo poetare è sempre superlativo, Complimenti. Piero

  2. Cara Tintina, i tuoi versi si riferiscono ai “figli di un dio minore”.

    Conosco perfettamente la tua avversione per il Primo Creatore, o l’ateismo, come la scienziata Margherita HACK, che se ne vanta nei suoi saggi, senza però saperne spiegare il perché.

    Tuttavia per te ho un amore amicàle difficile da cancellare.

    Questa poesia “La scala” spiega cosa succede ai diversamente abili.
    Le paraolimpiadi sono fatte per questo, certo a secondo il grado
    di infermità.

    Se si è condannati all’immobilità completa, come lo scienziato
    Stephen W. HAWKING nato a Oxford nel 1942,
    si può occupare oggi la cattedra lucasiana di matematica
    a Cambridge (la stessa che fu di Newton, normodotato).

    Soltanto “(…)se poi non/ti lasciano/pensiero/diventi
    scala.” non te ne accorgi. Come un aborto.

    Con affetto, Paolo.

  3. Grazie Piero e grazie Paolo e molto .Tinti

  4. Una poesia che lascia senza parole: toccante e forte!
    Brava Tinti!
    Un caro saluto

    Maristella

  5. Bellissima Tinti!
    Un caro saluto
    Graziella

  6. Non sei atea il so,se dubitante una col tuo cuore non può credere che
    ci possano essere figli di un dio minore o maggiore siamo tutti la possibilità di un dio.
    ciao cuore,so che hai capito.
    maria

  7. Certo cara,ho capito.Non devono esserci figli diversi di minore o maggior rilievo ,sono tutti figli magari miei che ero nel pleistocene un pesce….chissà.ciao a tutti.
    tinti

  8. bella Tinti, bravissima!
    in così poche parole e costruita a scala
    mi sembra anche un inno a non arrendersi mai
    oltre che una denuncia sociale riguardo alla noncuranza nei confronti degli altri, anzi peggio all’arrivismo più cieco ed egoista
    e mi piace moltissimo il tuo commento di tutti figli…..
    azzurrabianca

  9. Cara Tinti le tue metafore sono molto belle
    c’é l’amarezza di sentirci circondati dai soprusi e sentire la nostra impotenza a reagire, poiché non sappiamo imitare i prepotenti.
    però il pensiero non dobbiamo lasciarcelo prendere da nessuno
    ciao
    Giuseppe

  10. Credo che almeno questa sia una prerogativa di chi cerca di far poesia ,non rinunciare mai al pensiero ,al sogno ,all’idea…grazie ancora carissimi.Tinti

  11. Grandissima poesia Tinti, dove tutta l’amarezza nei confronti di chi fa differenze tra le persone si sente fortissima ed è da me ampiamente condivisa. Sei splendida
    Un abbraccio, Pat


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