Spalle al muro

Spalle al muro,
Quando gli anni, son fucili contro,
Qualche piega, sulla pelle tua,
I pensieri tolgono, il posto alle parole,
Sguardi bassi alla paura, di ritrovarsi soli.
E la curva dei tuoi giorni, non è più in salita,
Scendi piano, dai ricordi in giù,
Lasceranno che i tuoi passi, sembrino più lenti,
Disperatamente al margine, di tutte le correnti.
Vecchio,
Diranno che sei vecchio,
Con tutta quella forza che c’è in te,
Vecchio
Quando non è finita, hai ancora tanta vita,
E l’anima la grida e tu lo sai che c’è.
Ma se Vecchio,
Ti chiameranno vecchio,
E tutta la tua rabbia viene su,
Vecchio, si,
Con quello che hai da dire,
Ma vali quattro lire, dovresti già morire,
Tempo non c’è ne più,
Non te ne danno più …!
E ogni male fa più male,
Tu risparmia il fiato,
Prendi presto, tutto quel che vuoi,
E faranno in modo, che il tuo viso, sembri stanco,
Inesorabilmente più appannato, per ogni pelo bianco.
Vecchio.
Vecchio.
…………..
Vecchio…!!!
Mentre ti scoppia il cuore, non devi far rumore,
Anche se hai tanto amore, da dare a chi vuoi tu!
Ma sei vecchio.
Insulteranno Vecchio
Con tutto quella smania che sai tu,
Vecchio, si…
E sei tagliato fuori,
Quelle tue convinzioni, le nuove sono migliori,
Le tue non vanno più,
Ragione non hai più.
…………………..
Vecchio si …
Con tanto che faresti,
adesso che potresti non cedi perché esisti,
perché respiri tu

MARIELLA NAVA

Una visita

“ Si accomodi, Signora…
cosa posso fare per lei?”
“ Si rilassi, noi ci conosciamo già!”
“Davvero?? E’ sicura? Io non direi…”

“Ma sì, non ti ricordi?
…l’anno scorso, a Macerata?”
“A Macerata? Ma son finito all’ospedale…”
“Appunto! Io ero con te nella camerata.”

“Impossibile! Io ero tutto rotto,
ma non c’erano donne in corsia,
di questo ne son sicuro
proprio come della vita mia!”

“Ecco, appunto! Era di questo
di cui volevo parlarti adesso….”
“ Mi scusi ma se è per l’assicurazione
l’ho già fatta, mica son fesso!”

“ No, veramente sarei venuta…
per saldare il tuo conto…”
“Come? Non ho debiti in giro,
ci sto attento, mica son tonto!”

“Ma insomma, lasciami dire:
son venuta per il tuo viaggio,
quello di sola andata….
Ma sì, il decollo senza l’atterraggio!”

“Ma cosa dice? Io volare?
Ma nemmeno l’ascensore in vita mia
ho mai preso, si figuri…
soffro di claustrofobia!”

“Insomma tu non vuoi capire!
Io son la Morte, caro mio,
e sono qui per annunciarti
che a questa vita devi dire addio.

“Come?? Aspetti un momento,
chiamo mia moglie, sa io stavo andando….
Maria vieni per favore…” “ Caro che c’è?”
“Senti la Signora, dice che ti sta cercando!”

Anna Maria Guerrieri

Davvero non si cresce mai

Giorno dopo giorno chiesi a Dio
i sogni che mi aveva destinato,
i rumori del mio fiato d’uomo
e le rose da donare a una lei.

Giorno dopo giorno chiesi a Dio
quanto tempo c’era da aspettare
per smetterla coi pantaloni corti
e coi sorrisi larghi da bambino.

Lo supplicai di accorciare i tempi,
di farmi specchiare grande e bello,
vestito col vestito di mio padre
e la cravatta a pois di mio fratello.

Lui non mi rispose, assente…
E dire che Lo pregavo tanto…
la sera, al bacio di mia madre
e la mattina, al bacio di mia madre.

Dunque, son due le cose, mi dissi:
o Quello è sordo e non ci credo,
o sono forse io e forse è vero
che più non seguo i passi della vita.

Davvero non si cresce mai?
Oggi che la mia barba é svelta,
che ogni giorno sono di rasoio,
ripenso ai balocchi che non ebbi.

Aurelio Zucchi

Dal balcone

 
Stretti le mani alla ringhiera
sembra di essere in funivia
tanto è ferma l’aria, che
tutto appare dipindo
il pino secolare dritto punta il cielo
mentre gli altri si rintoccano
fra mura e balconi colorati
 le colline imbrattano  il
cielo di  smeraldo
il vuoto immenso al centro tacita
sfumando all’orizzonte
nulla dondola, solo la rondine
inarca l’aria.

Rosy Giglio

Published in: on gennaio 8, 2012 at 07:30  Comments (10)  
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MACERIE

Era su un cumulo di macerie all’Aquila….

Tinti Baldini

Published in: on gennaio 8, 2012 at 07:22  Comments (7)  
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Suggestione

È sera e sono in ascolto, l’ora tarda
aiuta le voci di cuori giovani che vagano intorno
Con lenti passi s’accostano fra loro
Avvicinano i loro visi e sento
i loro cuori cantare versi d’amore
Mi siedo e li osservo;
essi passeggiano vanno e vengono

Il mio tempo scorre lentamente
Tutto il resto tace,
case silenziose fanno da contorno, le foglie
non stormiscono, il fiume è immobile
La luna appare improvvisa
Illumina creando ombre suggestive
modificando l’intorno.

Ho occhi pesanti di sonno
ma irrequieto ed impaziente
accendo la lampada della mia anima
Illumino la via che mi conduce a te
Corro come pazzo verso
l’immagine del mio desiderio

Ti afferro saldamente,
ma tu mi eludi mi allontani
la splendida visione fugge via,
la luna piena si accomiata
ed io allora canto
perché questo amore
è semplice come una canzone.

Marcello Plavier