Dal soffitto

di stalattiti incombenti
e precise
il fiato si condensa eppure qui fa caldo
nella camera ad est
basta però non sporgersi a guardare
i rigori d’un forestiero inverno

starsene avvinghiati a sé stessi
sorretti a malapena dalle scarpe
traballa perfino il lavandino
appoggio
antiscivolo
verso

un attraversamento verticale
sublima il vomito e
quel ricadere goccia dall’alto
spartiacque dei polmoni
carica a manovella il cuore
fuori
appare tutto uguale –il viso—
ceramica pallida
se qualche verdefiore sullo sfondo
fosse d’azzuro
a inscriverlo in un tondo della Robbia
e l’immortale

Cristina Bove

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5 commentiLascia un commento

  1. Non hai bisogno di lode perchè ti canti da sola, ma questa mi ha toccato il cuore. stupenda.

  2. Bellissima!
    Graziella

  3. Solo Cristina poteva approfittare d’una situazione incresciosa per trarne poesia. Geniale quell’allusione ad un tondo di Luca Della Robbia per descrivere il colore del proprio viso.

  4. Sublime veramente,geniale ,unica.Chapeau!tinti

  5. Molto intensa, bellissima e toccante
    Patrizia


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