Madonna Frizzoni

GIOVANNI BELLINI – 1475

Published in: on gennaio 16, 2012 at 07:44  Comments (3)  
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Stasera, per fare un esempio

Se per voler sequestrare ricordi
bisogna in ogni modo vivere,
chiedo stasera se vale l’inverso
e cioè se per liberare vita
– per fare un esempio, la mia –
necessita ricordare, comunque.

Davvero è importante, il passato?
Mah! Forse sarà perché già è passato
questo presente che corre e trascorre
– per fare un esempio, il mio –
che assorbe futuro e scivola via
come onda sovrastata dall’onda.

Fosse così, da tremar ci sarebbe
al pensiero di vedersi negati
tutti i volteggi proposti dai sogni,
– per fare un esempio, i miei sogni –
malinconici clown senza circo,
increduli erranti nel non essere.

Aurelio Zucchi

Published in: on gennaio 16, 2012 at 07:13  Comments (4)  
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L’avvenire

L’AVENIR

Soulevons la paille
Regardons la neige
Écrivons des lettres
Attendons des ordres

Fumons la pipe
En songeant à l’amour
Les gabions sont là
Regardons la rose

La fontaine n’a pas tari
Pas plus que l’or de la paille ne s’est terni
Regardons l’abeille
Et ne songeons pas à l’avenir

Regardons nos mains

Qui sont la neige
La rose et l’abeille
Ainsi que l’avenir

§

Solleviamo la paglia
Guardiamo la neve
Scriviamo lettere
Aspettiamo ordini

Fumiamo la pipa
Pensando all’amore
I gabbioni son lì
Guardiamo la rosa

La fonte non s’è inaridita
Né la paglia d’oro è sbiadita
Guardiamo l’ape
E non pensiamo al domani

Guardiamoci le mani
Che sono la neve
Sono l’ape e la rosa
Nonché il domani

Published in: on gennaio 16, 2012 at 07:09  Comments (3)  
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Morire due volte

I tuoi passi, pesanti come pietre,
faranno rumore inascoltato
tra quelle mura fredde come chiese.
Su un foglio, l’ora, il giorno, il mese.
Al tuo volto ancor pieno di paura,
nessuno farà caso né avrà attenzione,
per te non avranno comprensione.
Sarai soltanto un numero e un nome,
sarai per loro una donna aggredita
in una strada dove il male è padrone,
dove finì la tua gioia, cessò la tua vita.
Quella vissuta, quella che non vivrai,
la seconda per sempre perduta
con i tuoi sogni che di notte invocherai,
orfani di te che li hai cresciuti aspettando
quel domani che a loro non darai.
Il domani è l’oggi senza più colori,
grigi e senza luce quei muri e i volti
senza anima che di te non si curano.
Sei un fascicolo, un’attesa di risposte
a domande che fanno più male di un insulto,
più male del martirio di stupro subito.
Ti chiederanno, senza in viso guardarti,
e tra loro ridendo, se piacere hai provato,
se lo conoscevi e perché l’hai guardato.
Ti chiederanno perché non hai gridato.
Mostrerai loro le braccia dolenti e segnate,
del volto tuo il gonfiore e i lividi infami
lasciati da brutali e sconosciute mani.
A loro chiederai se occhi di giustizia hanno
oppure sono lì per aggiunger altro dolore
e peggior di stupro danno.

Claudio Pompi

Mi porse un garofano

 
Venne, e mi porse
un garofano
d’autunno che fugge,
dal profumo soave
.
Nell’ora tenebrina scosso
d’amore per dolcezza, sì profonda
da morirne,
vedo tra lacrime dolci
e strazianti, lieve
il mio sorriso debole
andar…nel greve specchio.
.
Dopo il rosso, rosso
violento,
scialba l’oscura luce
sul bel viso, in questo
nostro andar per l’infinito:
lumi negli occhi tuoi
pieni d’immensi incanti.
.
Sogni febbrili fatti di lampi
viola, grigio d’orizzonte tramonto
trema il mio cuore
pensiero di sgomento.

Paolo Santangelo

Fingere d’amarmi

E sto…
nascosta
tra gli anfratti di pareti
rinfrescate
per pallide occasioni,
certe annate.
Trama sottile a reggere il mio peso
mentre avanzo in tessuto
di penombre, tra gli spigoli
che vogliono rubarmi...
e poi dondolo tra le tue parole
protesa in un abbraccio
anche virtuale;
e tu fingere d’amarmi.

Beatrice Zanini

Published in: on gennaio 16, 2012 at 07:05  Comments (5)  
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