E poi…

come farfalla volerò
sui tuoi sentimenti
e li sfiorerò leggero
nella polvere del tempo
che ormai è trascorso
e non troverò spazi
per fermarmi

Gavino Puggioni

Published in: on gennaio 17, 2012 at 07:43  Comments (8)  
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Viandante

CANTARES

Todo pasa y todo queda,
pero lo nuestro es pasar,
pasar haciendo caminos,
caminos sobre la mar.

Nunca persegui la gloria,
ni dejar en la memoria
de los hombres mi cancion;
yo amo los mundos sutiles,
ingravidos y gentiles,
como pompas de jabon.

Me gusta verlos pintarse
de sol y grana, volar
bajo el cielo azul, temblar
subitamente y quebrarse…
Nunca persegui la gloria.

Caminante, son tus huellas
el camino y nada mas;
caminante, no hay camino,
se hace camino al andar.

Al andar se hace camino
y al volver la vista atras
se ve la senda que nunca
se ha de volver a pisar.

Caminante no hay camino
sino estelas en la mar…

Hace algun tiempo en ese lugar
donde hoy los bosques se visten de espinos
se oyo la voz de un poeta gritar:
Caminante no hay camino,
se hace camino al andar
…”

golpe a golpe, verso a verso…

Murio el poeta lejos del hogar.
Le cubre el polvo de un pais vecino.
Al alejarse le vieron llorar.
Caminante no hay camino,
se hace camino al andar
…”

golpe a golpe, verso a verso…

Cuando el jilguero no puede cantar,
cuando el poeta es un peregrino,
cuando de nada nos sirve rezar.
Caminante no hay camino,
se hace camino al anda
r…”

golpe a golpe, verso a verso.

§

Tutto passa e tutto resta,
però il nostro è passare,
passare facendo sentieri,
sentieri sul mare.

Mai cercai la gloria,
né di lasciare alla memoria
degli uomini il mio canto,
io amo i mondi delicati,
lievi e gentili,
come bolle di sapone.

Mi piace vederle dipingersi
di sole e scarlatto, volare
sotto il cielo azzurro, tremare
improvvisamente e disintegrarsi…
Mai cercai la gloria.

Viandante, sono le tue orme
il sentiero e niente più;
viandante, non esiste il sentiero,
il sentiero si fa camminando.

Camminando si fa il sentiero
e girando indietro lo sguardo
si vede il sentiero che mai più
si tornerà a calpestare.

Viandante non esiste il sentiero,
ma solamente scie nel mare…

Un tempo in questo luogo dove
ora i boschi si vestono di spine,
si udì la voce di un poeta gridare
“Viandante non esiste il sentiero,
il sentiero si fa camminando…”

Colpo a colpo, verso dopo verso…

Il poeta morì lontano dal focolare.
Lo copre la polvere di un paese vicino.
Allontanandosi lo viderono piangere.
“Viandante non esiste il sentiero,
il sentiero si fa camminando…”

Colpo a colpo verso dopo verso…

Quando il cardellino non può cantare.
Quando il poeta è un pellegrino,
quando non serve a nulla pregare.
“Viandante non esiste il sentiero,
il sentiero si fa camminando…”

Colpo a colpo, verso dopo verso.

ANTONIO MACHADO Y RUIZ

Published in: on gennaio 17, 2012 at 07:34  Comments (3)  
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Perderti ancora…

 
Passano i giorni passano
Ed i capelli mi si imbiancano
Come le montagne d’inverno
E mi illudo di cambiare colori
Ma passano i giorni passano
Ed io qui a chiedermi
Che senso ha tutto questo
Se devo perderti ancora.
Piove s’allagano i campi
C’è sole e mi si sciolgono i sogni
E devo perderti ancora
Ogni giorno nei minuti di ogni ora
Devo perderti ancora.
 Quale chimica
Potrà mai calmare questo dolore
Se devo perderti ancora.
Quante risate finiscono in pianto
E vivo ancora
Mi innamoro della stessa persona
Ma devo perderti ancora
E perdo tutte le battaglie
Pur di finire una guerra
Ma devo perderti ancora
Senza fuggire mai da questo dolore
Perché fino all’ultimo istante
Ti perderò ancora.

Maria Attanasio

Dimmi com’è

.
Dimmi com’è naufragare,
provare il tormento che agita il cuore
quando l’indifferenza ti colpisce
spezzando piano piano i sogni,
allontanandoli per sempre da te.
Camminare su un sentiero impervio 
che non porta a niente,
fingendo che i ricordi si possano cancellare
come scarabocchi accartocciati da gettare.
Dimmi com’è sentirsi morire,
quando la notte ingoia ogni cosa
e ti sembra di soffocare tra le ombre,
fragile come vela che affronta la tempesta.
Sentirsi lacerare tra ghiaccio e silenzio,
sprofondare nella confusione incessante
mescolata alla paura ricoperta da veli
di parole menzognere che danzano macabre
deridendo le tue illusioni.
Dimmi com’è vagare tra specchi
deformanti la realtà in mostruosi incubi 
sordi al dolore che avanza e ti fa smarrire,
mentre delle stagioni che incuranti passano 
non puoi assaporare colori, suoni, sapori.
Avere gli occhi colmi di lacrime e polvere,
dover avanzare in uno spazio dimenticato 
dal tempo, incapace di reinventare nuove giornate
mentre il tuo respiro di spegne lentamente.
Dimmi com’è…. per te…
.
Patrizia Mezzogori

Il dubbio

“Il dubbio è uno dei nomi dell’intelligenza”

JORGE LUIS BORGES

Published in: on gennaio 17, 2012 at 07:11  Comments (3)  
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I papaveri

Dovessi dirti del tempo ch’è passato
potrei donarti un papavero
accostarlo;
e chiederti la pelle segreta, ciò che resta
di un olio religioso, di un labbro fatto d’acqua.
Ho avuto il privilegio dell’innocenza anch’io
e quel che ho visto ancora mi nutre
e mi fa coro. Lo puoi capire quando ti amo
quando rido, quando mi viene sonno
e non ho timore alcuno.
Lo puoi vedere quando cammino nel vigneto
quando le foglie fanno imbarazzo tra le mani,
quando guardo
il fondo ad occhi aperti, come a una donna nuda
che pettina il suo campo di fuoco
con la luna.

Massimo Botturi

Published in: on gennaio 17, 2012 at 06:56  Comments (7)  
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