Veglia

 
Teatro triste una notte
ma non per lui che fu tutto vero
Già sapevo la notte da passare, ma
non immaginavo l’orrendo travaglio
di  chi dovevo sostenere, nell’oltrepassare.
I miei occhi vedevano quella
non più umana persona,
trasfigurata dalla morsa del male
Mi chiedevo  perché…
perché…oh Signore?
abbi pietà di lui!
Lo sguardo muto, sgorgava lacrime a fiumi
il suo corpo, senza  padronanza giaceva
nel letto, dimenandosi come una bestia in gabbia.
Emetteva  rumori, gesti involontari
lamenti, gemeva, e urli d’impotenza.
Io capivo la sua atroce paura.
Atroce sofferenza e nulla io potevo,
solo consolarlo con lo sguardo mio
trasparente di dolore per lui.
Nello strazio continuo, l’anima sua
si ribellava  alla morte, lottava con lei
chiedeva  ancora  clemenza.
Insisteva a barattare la morte per la vita
ma la morte non si corrompeva
la percepivo anche io, la vedevo, era lì.
Aspettava, mi incitava ad andare
 per non assistere al banchetto tetro.
Allora capii… nulla più potevo!
Mi rifugiai nelle preghiere
lunghi Padre Nostro e Ave Maria
lunghi Eterno Riposo.
Furono di sostegno entrambi;
alla fine di quella notte amara
arresa, l’anima lasciò il corpo, non più suo.
Io, compito ingrato
ricordo indelebile abbandonai
vuota quella notte di dolore.   

Rosy Giglio

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5 commentiLascia un commento

  1. Cara Rosy,
    terribile descrizione di un passaggio all’altra vita.
    Forse l’interessato non lo sapeva, ancora. Tornerà il sereno quando finiranno i suoi tormenti e le paure.
    Ti sei comportata regolarmente bene, ma… avresti potuto fermare la morte? Hai avuto fede, coraggio e pena per l’atroce sofferenza: “Mi chiedevo perché…
    perché…oh Signore?/abbi pietà di lui!”. E per questa
    tua implorazione, adesso c’è un angelo in più in Dio,
    Eterno Paradiso.
    Un abbraccio, Paolo.

  2. Mi ritrovo appieno con te e con il commento di Paolo.Tinti

  3. Descrizione drammatica, però c’è un “ma” ed è il conforto della fede, che non è poco.
    Sandra

  4. Cara Rosy, mi associo ai commenti precedenti.
    Un abbraccio
    Graziella

  5. Una descrizione che lascia senza parole, stringe il cuore. Purtroppo nulla si può contro la morte, siamo totalmente impotente si possiamo solo rifugiare e trovare forza nella fede.
    Un abbraccio, Patrizia


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