Puntatori

Desinenze imperfette
congetture
delle cose intangibili e sornione
biforcazioni audaci di radici e di rami
ostentazioni di

per ricucire il cielo a questa sfera
di valori sommari
le toppe d’una festa edulcorata
zenzero e cinnamomo
sulla pece

era prevista l’ora oscura a tempo
caricata la sveglia
ma i secoli trascorrono e sui giorni
tornati sempre uguali
dormono gli imbecilli e i rassegnati

il trillo si fa attendere

Cristina Bove

Impressioni d’ottobre

 
Un rintocco di campana
calmo e preciso
stempera frammenti
di ricordi indelebili
sul tuo volto stupefatto,
svanisce sofferta paura
di lottare in prima fila,
nell’intricato turbinio dell’anima
ingialliscono impressioni d’ottobre.
Cadono tremule foglie al sospirar del vento,
non c’è posto per il rimpianto,
all’istante netto si delinea il percorso
per troppo tempo schiavo della strisciante nebbia.
Filtrano pensieri emozioni di luce radiosa,
il sole mi ha scelta sovrana di me stessa,
dall’alto scende un’ala di biancore impressionante
che accarezza il corpo interamente,
si posa sull’incredula testa una corona di rose verdi
mista a ramoscelli di ulivo e petali violetti,
è il quadro della vita che prende forma
sulla tela di uno strascico di risa convulse e felici.

Roberta Bagnoli

Gli indios scendono da Mixco

Los indios bajan de Mixco

Cargados de azul oscuro

Y en la ciudad les recibe

Con las calles asustadas

Por un manojo de haces

que, como estrellas, se apagan

al venir la madrugada.

Un ruido de corazones

Dejan sus manos que reman

Como dos remos al viento;

Y de sus pies van quedando

Como plantillas las huellas

En el polvo del camino

Las estrellas que se asoman

A Mixco, en Mixco se quedan,

porque los indios las cogen

Para canastos que llenan

Con gallinas y floronas

Blancas de izote dorado.

Es más callada la vida

De los indios que la nuestra,

Y cuando bajan de Mixco

Sólo se escucha el jadeo

Que a veces silba en sus labio

Como serpiente de seda.

 §

Gli indios scendono da Mixco,
carichi di azzurro oscuro
e la città li riceve
con le strade spaventate
da un mazzo di luci
che come stelle si spengono
appena giunge il mattino.

Un rumore di cuori lasciano
le loro mani che remano
come due rami al vento;
dei loro piedi rimangono,
come tele sottili, le orme
nella polvere della strada.

Le stelle che si affacciano
su Mixco, a Mixco rimangono,
perché gli indios le colgono
per canestri che empiono
di galline e corone
bianche di izote dorato.

È più silenziosa la vita
degli indios che la nostra,
e quando scendono a Mixco
si ode solo l’ansimare,
sibilo, a volte, sulle loro labbra
come un serpente d’argento.

MIGUEL ANGEL ASTURIAS

Le Blanc-Seing – La firma in bianco

RENÉ FRANÇOIS GHISLAIN MAGRITTE – 1965

Published in: on gennaio 21, 2012 at 07:01  Comments (3)  
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Un giorno

Mi sono accorto
di non sapere della risacca,
di non sapere della forma delle nuvole
e neanche dell’anima dei sassi.

Ho pianto affacciato
sul buco nero del pozzo,
ho perso la faccia nel fondo
gettando riflessi senza ritorno.

Mi sono aggrappato
alle mie poche certezze
assaporandole una per una.

Le ho trovate scipite,
con retrogusto amaro.

Si è rotto lo specchio
in doppiopetto vestito
con i diplomi incorniciati alla parete.

Lorenzo Poggi

Come le fronde

E’ arduo…
cercar di capire
l’animo umano:
esso è pregno…
di mille misteri

E’ assurdo,
e illusorio
tentar di frenare
l’impulso:

esso …

come le foglie
accarezzate
o sbattute
dal vento…

s’accende
e s’invola
o si spegne
e subissa,

con lo stesso
ardore,
e con lo stesso…
valore

Ciro Germano

Published in: on gennaio 21, 2012 at 06:56  Comments (4)  
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