Poeta ladro e artista

Frutto di serra o di selvatica natura,
nasce la poesia tra le rocce dei picchi,
tra le fessure di un marciapiede.
È la mia poesia
Nasce tra le discariche a cielo aperto,
nei deserti o come muschio là dove
raggio di sole non giunge.
Nomade della poesia mi sento
Nasce e fiorisce nei gelidi inverni
del cuore di tristezza ammantati.
Nel pensiero e nel verso cerco riparo.
Splende al sole di passione rovente
come estati senza fine la poesia che
stonando, a volte io canto.
Rubo dagli occhi di un volto di donna,
faccio mio di un bambino il sorriso
oppure quel pianto che riga il suo viso.
Di un uomo rubo gli anni di vita vissuta.
Ladro impunito di emozioni, questo io sono.
E quando nulla di ciò nel mondo non trovo,
come pellicano il petto mi squarcio
per nutrir di dolore la poesia che langue.
Dipingo di versi i quadri della vita.
La tristezza e la gioia, la malinconia
e il rimpianto sono i colori che spando
sulla tela del cuore con olandese follia.
Non per ricchezza o voglia di fama,
io scrivo di questa vita a volte puttana.

Claudio Pompi

Cade la pioggia

Fili argentei riflessi dalle luci.
Schizzi d’acqua fangosa carica di smog
va a bagnare i passanti.
Ombrelli aperti riparano volti cupi nascosti da essi.
La gente frettolosa passa non smette la pioggia,
si accumula nella strada si formano rigagnoli luccicanti
che rispecchiano le ombre di chi passa e va

Gianna Faraon

Published in: on gennaio 26, 2012 at 07:21  Comments (7)  
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Amicizia

Noi non ci conosciamo. Penso ai giorni
che, perduti nel tempo, c’incontrammo,
alla nostra incresciosa intimità.
Ci siamo sempre lasciati
senza salutarci,
con pentimenti e scuse da lontano.
Ci siam riaspettati al passo,
bestie caute,
cacciatori affinati,
a sostenere faticosamente
la nostra parte di estranei.
Ritrosie disperanti,
pause vertiginose e insormontabili,
dicevan, nelle nostre confidenze,
il contatto evitato e il vano incanto.
Qualcosa ci è sempre rimasto,
amaro vanto,
di non ceduto ai nostri abbandoni,
qualcosa ci è sempre mancato.

VINCENZO CARDARELLI

Saint Joseph Charpentier – San Giuseppe falegname

GEORGES DE LA TOUR – 1642

Published in: on gennaio 26, 2012 at 07:09  Comments (2)  
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Campane

 
A festa
Rintocco felice
E nell’aria il suono
D’ali di Angeli
Ancora in volo.
.
A lutto
Come battito
Duro del cuore
Ché  non si ritorna mai
Dal funerale
Di chi si è amato e perso
Caduto dalla vita
In nuova Luce.

Maria Attanasio

Published in: on gennaio 26, 2012 at 06:58  Comments (12)  
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Preziosa

(a Lisa)

Un sacco vuoto
che s’affloscia in terra
sembro a me stesso, senza più vigore,
consumato
dagli acari del tempo polveroso.
Passano i giorni
senza più emozioni…
e gli occhi gonfi guardano all’indietro
disseminato di forti tenerezze
e spruzzato
di sguardi e di profumi intensi,
di turbinii improvvisi
e di preziose attese.
Preziosità, così, fatte d’un niente,
quel niente avido solo,
di tutto quel che hai e quel che sei.

Armando Bettozzi

Published in: on gennaio 26, 2012 at 06:56  Comments (4)  
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