Aspettando

 
Parole stampate su strisce di carta bianca,
serpenti di folla,
adunate di giovani e adulti
da tutte le latitudini
per pregare e socializzare
in questa parte di mondo
ove la guerra non è ma si sente
Abbraccio di sentimenti,
calvario di pianto,
di dolori rinnovati
quasi obbligati e puntuali
per queste nostre generazioni,
passate e presenti e, ahimè!, future!
Aspettando
l’alba di un giorno di pace
per seppellire i corpi
e i ricordi di gente che non è più.
Aspettando
l’alba di un giorno lontano,
tramonto di mille civiltà
l’una contro l’altra armata,
nel nome e per conto di un solo Dio
che non hanno voluto o saputo amare.
Aspettando
da quando siamo in vita
la civiltà del cuore e del pensiero.
Aspettando
invano che il potente sia meno potente,
che il debole sia meno debole.
Aspettando
che i bambini siano il futuro del nostro mondo
li ammazziamo
e non solo con le bombe
ma con tutte le altre armi
che la moderna civiltà ci ha regalato.
Aspettando
quei bambini che sono morti di fame e di sete,
di malattie e sopraffazioni indicibili.
Aspettando
quelli che non ritorneranno
alle case distrutte, ai loro genitori ammazzati,
inutilmente.
Quei bambini,
che non sanno di essere bambini,
sanno solo di essere oggetti,
di far parte di un mondo che corre,
dove,
non si sa,
ma di certo in un baratro infinito
di miseria e di abbandono.
Aspettando
che l’odio diventi amore,
che l’ingiustizia diventi giustizia,
che non esistano più
i terzi e i quarti mondi,
che il nord dei ricchi si mescoli al sud dei poveri,
diseredati e senza terra da calpestare
Aspettando,
noi siamo diventati vecchi,
quasi colpevoli, perchè non abbiamo urlato
le disgrazie del nostro tempo.
Noi
abbiamo soltanto aspettato!

Gavino Puggioni

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9 commentiLascia un commento

  1. Ancora stiamo apsettando, Rosy

  2. E aspetteremo sempre. Paolo

  3. Caro Gavino, ” Aspettando/ che l’odio diventi amore”
    Mi chiedo: quanto ancora aspetteremo…..
    Un abbraccio
    Graziella

  4. Rendiconti amari.
    Bravo Gavino!

  5. E’ questa la giornata della memoria e del dolore. Ciò che è stato è ciò che continua a ripetersi in troppo parti del mondo. E’ ciò che abiette coscienze continuano a predicare. Oggi, qui, tra noi. Bene fa Gavino a ricordarcelo con questa straziante poesia.

  6. Piero

  7. Cerchiamo di non dimenticare almeno dinnanzi a tanto negazionissmo ottuso e attendiamo che la gente rinsavisca….tinti.

  8. Il mio timore è che si sarà ancora tantissimo da aspettare
    Una poesia straziante che mette in evidenza come ciò che è accaduto non sia servito a molto dato che nel mondo ci sono ancora tanti eccidi e come tanti bambini conoscono solo dolore e lacrime.
    Bravo Gavino, grazie
    Patrizia

  9. daccordo, caro, daccordo. aspettiamo, speriamo, crediamo… ma anche agiamo!
    azzurrabianca


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