Portogallo

PORTUGAL

Avivo no teu rosto o rosto que me deste,
E torno mais real o rosto que te dou.
Mostro aos olhos que não te desfigura
Quem te desfigurou.
Criatura da tua criatura,
Serás sempre o que sou.

E eu sou a liberdade dum perfil
Desenhado no mar.
Ondulo e permaneço.
Cavo, remo, imagino,
E descubro na bruma o meu destino
Que de antemão conheço:

Teimoso aventureiro da ilusão,
Surdo às razões do tempo e da fortuna,
Achar sem nunca achar o que procuro,
Exilado
Na gávea do futuro,
Mais alta ainda do que no passado.

§

Vivo nel tuo volto il volto che mi desti

E restituisco più reale il volto che ti do

Mostro quegli occhi che non ti sfigura

Chi ti sfigurò

Creatura della tua creatura

Sarai sempre chi sono

Ed io sono la libertà di un profilo

Disegnato nel mare

Ondeggio e rimango

Scavo, remo, immagino

E scopro nella bruma il mio destino

Che da prima conosco

Avventuriero illuso e ostinato

Sordo alle ragioni del tempo e della fortuna

Senza mai trovare ciò che inseguo

Esiliato

Nella caverna del futuro

Ancora più profonda di quella del passato

 

MIGUEL TORGA

L’ansia dei musicisti

 
Nel pomeriggio afono di voce
ricerco con vigore la chiave di volta
che mi lasci nel cuore tocco lieve
di sublime amore.
Tornerà l’equilibrio
nella stanza della musica
sarà melodia di sangue innamorato
che schizzerà improvviso sulla carta
e imbratterà il pentagramma di stupore
nel dolce fragore di note sciolte al sole.
Si accompagneranno le ore stonate
al fiato degli ottoni lucidati,
ci sarà posto per tutti su nei loggioni
e giù in platea danzeranno giovani emozioni,
si scioglierà l’ansia dei musicisti
negli applausi prolungati di calde mani.  

Roberta Bagnoli

Musa

Se potessi cogliere
la poesia perfetta
allora, alla mattina,
ricorderei i sogni
e parlerei
dal mio inconscio
senza più dover
tradurlo,
senza significati
misteriosi che all’anima
sola appaiono chiari
ma in gola si fanno banali
e sarebbe come
poter allungare la mano
e afferrare tutto ciò
che si vede,
anche la luce
e con un passo
attraversare
il mondo
e le stelle,
sarebbe come
urlare nel fumo
e diradarlo
e servirebbe
a riportarti indietro
a quando
hai fatto di me
un grumo solo
di dolore e versi;
ma già mi accorgo
che non è in me
la capacità di scrivere,
ma in te
quella di togliermi
il bisogno.

Gian Luca Sechi

Published in: on febbraio 15, 2012 at 07:21  Comments (6)  
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Niño geopolítico observando el nacimiento del hombre nuevo – Bambino geopolitico che osserva la nascita dell’uomo nuovo

SALVADOR DALI – 1943

Published in: on febbraio 15, 2012 at 07:04  Comments (5)  
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Noi siamo briciole

 
Vedi, le tormente !
Eppure le ho viste morire
ai piedi di un giglio
che cantava per un petalo
solo
.
Hanno grazie acute
e tolgono le finestre
mentre rubi.
Hanno le sete piu belle
ma vestono di cilicio
gli occhi persi.
 .
Pòrtati sempre una poesia
nei tuoi occhi.
Ne temono gli eserciti,
che una sola virgola
strappa notti intere.
.
Il pane, il pane!
Noi siamo briciole
per i passeri senza cielo,
siamo la prova del dono,
un catino di limo
che sa fiorire….

Stefano Lovecchio

Le fiabe di papà

Papà scherzava
nascondeva soldi che, per magia, riapparivano
la tasca dell’arlecchino di stoffa li conteneva.

Le fiabe erano quelle del nonno
sempre quelle
ascoltavo incuriosita.

Dormivo tranquilla nella macchina
gli animaletti erano la mia passione.
Nel bosco passeggiavamo
osservavamo i fagiani.
Nella tenda di mio fratello
ascoltavamo ridendo
il ticchettio della pioggia.
Ci divertivamo in tanta semplicità.

Maristella Angeli