Dopo una notte insonne

L’ombra dell’alba
su oggetti
che la notte distorce
incrina, agognata,
il lucido filare
che, onirica teoria,
la mente ancor desta
attraversa.

Anna Maria Guerrieri

Published in: on febbraio 22, 2012 at 07:30  Comments (7)  
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Grigi pensieri

Tra lecci e tralicci d’aria rarefatta,
in attesa di spicchi di cielo,
si consuma un altro giorno.
Vengono fuori albori autunnali
e piogge paleolitiche
a misurar ossa di dinosauri.
E’ l’alba del mondo, paludi gasate
e catene montuose che fanno il solletico
appena sott’acqua.
Son pensieri rappresi come lacrime di pioggia
nel grigiore del cielo.

Lorenzo Poggi

Mamma Giuliana

Parli e racconti
con occhi fiammeggianti
sprazzi di vita, persone, avvenimenti.
Il tempo si ferma, la mente stupisce
dolori, gioie, emozioni
tempi remoti.
La consapevolezza vacilla
il presente impallidisce
E finisco per abbandonarmi
alle tue parole
come una barchetta di carta
si affida alle correnti del fiume.
Torno bambino
sapendo che non lo sono più,
torno bambino
e mi lascio prendere per mano
da te,
nutrendomi dei tuoi ricordi.

Sandro Orlandi

Nature Boy

There was a boy
A very strange enchanted boy
They say he wandered very far, very far
Over land and sea
A little shy
And sad of eye
But very wise
Was he

And then one day
A magic day he came my way
And while we spoke of many things, fools and kings
This he said to me
“The greatest thing
You’ll ever learn
Is just to love
And be loved
In return”

§

C’era un ragazzo molto strano incantato
Dicono che vagò molto lontano, molto lontano
Per terra e per mare
Un po’ timido e dagli occhi tristi
Ma lui era molto saggio
E poi un giorno
Un giorno magico è passato per la mia strada
E mentre abbiamo parlato di molte cose
Di folli e e re
Questo mi ha detto:
“La cosa più grande che tu possa imparare
È solo quella di amare ed essere riamato.
La cosa più grande che tu possa imparare
È solo quella di amare ed essere riamato”.

EDEN AHBEZ

Published in: on febbraio 22, 2012 at 07:10  Comments (3)  
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Una fiumana in piena

 
col corpo di marea allaga i campi
dell’officina dove s’é introdotta
relegando lo spirito di fiori,
eletta locandiera offre albergo
al sol che passa sotto gli spiragli
e conduce un granello di sabbia
nel guscio di conchiglia di mare
per tradurlo in perla preziosa,
ma presa dal cappio raccoglie
coi muscoli i fiori,
e chiude la porta
del supermercato alimentare
a chi non ha i soldi
per pagare il biglietto,
e sull’attesa scarnificata  
pianta il gonfalone.
Raggiunge la vecchiezza si dipana
da questo assito tumefatto e spoglio
rischiarato da lembo di tramonto
oltre lo sbarramento
e accampa segni
di potere occupare un privilegio
amalgamando suppliche e pretese.

Giuseppe Stracuzzi