Neve

A lungo ti ho attesa
-infantile desiderio-
a rallegrare il deserto.
Ti hanno cercato passi annoiati,
occhi ridondanti di grigio,
nostalgie di rimembrate gioie.
Ti doni nell’ora di mancato entusiasmo.
Osservo estranea rami piegarsi,
sciami di lucciole nel cono fioco dei lampioni,
gatti che già miagolavano amore
raggomitolati al riparo.
Spargo briciole sul davanzale,
domani vedrò impronte di piccole zampe
che hanno vinto la fame.

Elide Colombo

Replay

Dentro al replay
fra miliardi di altri ci sei
e non hai scia
luminosa d’auto
anche di periferia
come i sogni che farai
o prenderai a noleggio
quando ti addormenterai
con le scarpe sul letto
Dentro al replay
con la testa girata un po’ in su
da fotografia
ci sei anche tu prima di andare via
“se rimango ancora qui
è come se morissi
e guardandomi allo specchio
ad un tratto sparissi”
Cadono le stelle e sono cieco
e dove cadono non so
cercherò, proverò, davvero
ad avere sempre su di me il profumo delle mani
riuscire a fare sogni tridimensionali
non chiedere mai niente al mondo
solo te
come una cosa che non c’è
cercando dappertutto anche in me
ti vedo
Dentro al replay
per un attimo c’ero e anche lei
ma in quel momento
qualcosa ho cancellato
si è fermato il tempo, la sua regolarità
e come se morissi
è sparita anche la luna,
è cominciata l’eclissi
Cadono le stelle
allora è vero
e io non so se ci sarò
dove andrò
non lo so se lo merito o no
se correggerò gli effetti dei miei guasti nucleari
se troverò il coraggio ti telefono domani
e più sarò lontano e più sarò da te
dimenticato e muto
come uno che non c’è
tornerò, tornerò davvero
a sentire su di me profumo delle mani
di notte io farò sogni tridimensionali
senza chiedere mai niente al mondo
neanche a te
senza chiedermi perché
ti vedo dappertutto
anche in me
ti vedo

SAMUELE BERSANI

 

La luna nel pozzo

Come al solito siamo felici ed orgogliosi di ospitare nel nostro Cantiere la presentazione di una nuova “creatura” del talento poetico dei nostri amici: è la volta del nostro caro Lorenzo (Poggi, a scanso di omonimie!) che ci offre la sua nuova silloge specchiata nel pozzo del suo estro e del suo stile. Io lascerei proprio a lui la parola, per sentire quello che ha da raccontarci a proposito della sua nuova creazione. Buona lettura, e grazie Lorenzo!

§

Affacciarsi in un pozzo e trovare la luna!
E’ lì che aspetta d’essere presa. Catturatela ! Portatela fuori! Sparpagliatela a terra. Riempitela di flash!

C’ero anch’io quella sera a far fuori la luna.
A saccheggiarla di sé con le mani di stelle.

Ma la luna non gradì e ritornò nel pozzo.

MORALE:

1) A forza di tutto e subito ci siamo mangiati il mondo.
Per fortuna che la natura ogni tanto si ribella.

2) L’irrazionalità emotiva è sempre pronta a prendere il sopravvento sulla ragione.

3) Senza più i templi  e le fedi chi comanda sono le futili mode perché non si sa più  qual è  il senso della vita.

Sono le idee che vengono nelle notti insonni. Idee su se stessi, idee sul mondo, le emozioni che suscitano, le immagini  scolpite, i temi sociali e politici che agitano il nostro presente.

Il viaggio inizia, riempite lo zaino di pazienza e fazzoletti perché ci sarà da piangere!

Lorenzo Poggi

§

Potrete ordinare la vostra copia al link qui sotto:

 La luna nel pozzo

Servizio Book On Demand di Grafica Elettronica
Collana: Autorinediti
Data di Pubblicazione: Febbraio 2012
ISBN 978-88-6651-048-2
Pagine: 128
Prezzo: € 12

Published in: on febbraio 27, 2012 at 07:27  Comments (10)  
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Freddo silenzio…

 
Edera avvinghiata al muro
è il freddo silenzio che mi abbraccia
in odori e pensieri colmi di pianto
che trasformano la fiducia
in acerrima nemica della speranza
.
Come ombra su ombra
il vuoto cela i ricordi
avviluppandoli in una ragnatela
vischiosa e mortale
dalla quale è difficile districarsi,
.
mentre su mute facciate lacrimose
affogano i fotogrammi
di un saluto ingannatore
che nascondeva il tuo addio
e l’inizio… del mio morire

Patrizia Mezzogori

Il bacio

 
L’incipit del cielo
è due ruscelli
che scrivono il fiume.
.
Il maggio e l’inverno,
il legno ed i petali
e il grembo e le cime
e le valli
e i nodi soli …
Tutto si spoglia
e la vergogna muore
e ci si veste
e ci si gioia,
d’un solo profumo.
.
Gli sguardi
hanno un respiro solo
e ci si porta l’attesa
a fiorir sulle labbra.
Quell’umido d’alba
di fuoco e di vita
non piu le nostre labbra :
le parole hanno brividi a pelle
il sole si forma
gli occhi perdono il nulla.

Stefano Lovecchio

L’allodola

Nel mio giardino
l’alba filtra tra gli alberi scarni;
le ultime chiazze di neve
dipinge d’un roseo appassito
e smuove le gocce
che scivolano lente
lungo il sentiero
che bacia le sponde del Lys.
Già un tempo,
il vate che a Bolgheri
parlò coi cipressi,
tra queste vallate si perse.
E il suo canto
raccolse il fiume impetuoso
e racchiuse tra gli orridi di Guillemore
scavati tra i monti
nel lungo suo andare.
E un’allodola il verso riprese
e trasmise nel tempo
alla nuova progenie.
E al mattino il gorgheggio ripete
le parole apprese a memoria
e trasmette, da un ramo
d’un vecchio abete arroccato nel bosco,
melodie che sol io
ancora riesco a sentire, e capire,
e su un foglio di carta archiviare.

Salvatore Armando Santoro