L’allodola

Nel mio giardino
l’alba filtra tra gli alberi scarni;
le ultime chiazze di neve
dipinge d’un roseo appassito
e smuove le gocce
che scivolano lente
lungo il sentiero
che bacia le sponde del Lys.
Già un tempo,
il vate che a Bolgheri
parlò coi cipressi,
tra queste vallate si perse.
E il suo canto
raccolse il fiume impetuoso
e racchiuse tra gli orridi di Guillemore
scavati tra i monti
nel lungo suo andare.
E un’allodola il verso riprese
e trasmise nel tempo
alla nuova progenie.
E al mattino il gorgheggio ripete
le parole apprese a memoria
e trasmette, da un ramo
d’un vecchio abete arroccato nel bosco,
melodie che sol io
ancora riesco a sentire, e capire,
e su un foglio di carta archiviare.

Salvatore Armando Santoro

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5 commentiLascia un commento

  1. Bellissima, si legge soavemente, come un viaggio tra passato, cultura e natura. Un canto melodioso che grazie al tuo saper cogliere ed archiviare su un foglio viene però trasmesso a chi legge.
    Complimenti, molto emozionante
    Patrizia

  2. La descrizione é accattivante, molto bella!
    Giuseppe

  3. E’ di grande bellezza descrittiva .Chapeau!tinti

  4. Bellissima!
    Grazie
    Graziella

  5. L’allodola, citazione di vari testi. anchi’io in un testo l’ho citata. grazie per la gradita poesia Rosy


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