Le ortensie

Sembravano tuonare, le ortensie, nel giardino
quando nascosti bene per gioco là amavamo
fare come gli uccelli che s’alzano, improvvisi
per correre alla tana da tutti noi decisa:
la bocca di una vecchia fontana.
Era settembre
il fresco delle sei della sera ci incontrava
come le madri uscite dagli stabilimenti,
pronte a dettare burro e due cose per bottega.
Un’ora solamente e poi casa, era settembre
il rischio grande d’esser felici a poche cose:
i fuochi per il santo, le bancarelle e i dolci.
Il rivolo che s’era formato il nostro fiume
la meliga e le vecchie robinie un po’ Salgari.
E poi i saluti dalle ringhiere
giù in cortile, le bici incatenate, i gatti rossi usciti
a fare scorta d’ultime luci
e poi la notte.

Massimo Botturi

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3 commentiLascia un commento

  1. I ricordi d’infanzia richiamano sempre un che di nostalgico nella nostra vita; ma cosa saremmo senza di essi?

  2. Quanto mi piace oggi ,con quel sole mite ,leggerti mio amico poeta e ricordare con amore…tinti

  3. Quanto sono belli questi ricordi dell’infanzia, quando i giochi erano sani e bastava veramente poco per divertirsi.
    Che bella poesia Massimo, complimenti
    Patrizia


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