Le novità di Gianna e Michela

Tra i nostri amici poeti è un continuo fermento di attività creativa, e non passa giorno che non ci regalino il piacere di annunciare l’uscita di un nuovo libro, che sia una silloge di poesie o un lavoro di narrativa.  Oggi è la volta di Gianna Faraon, che ci presenta una raccolta di storie della sua bellissima terra veneta, scritta a più voci insieme ad altre cinque autrici riunite in un progetto di scrittura creativa e di condivisione di esperienze di vita. Qui troverete il link alla presentazione del volume, edito da Ilmiolibro-Feltrinelli, che si intitola Incontri, dove potrete leggere anche la prefazione e le prime pagine. Sono sicuro che ne sarete attratti ed incuriositi. Facciamo i nostri complimenti a Gianna ed alle sue amiche, ed i migliori auguri per il successo del loro lavoro!

INCONTRI –  di  Gianna Faraon-Silvia Cortese-Sivigliana Vecchiato-Mariuccia Trabujo-Lucia Maguolo-Mirja Vihla  –  Ed. Ilmiolibro

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Dalla terra di Giosuè Carducci ci arriva invece la notizia della pubblicazione di una raccolta di poesie di Michela Turchi, entrata recentemente a far parte della nostra “famiglia” poetica. Michela ci presenta il suo lavoro, edito da Caffè Cult-La Ribalta, che si intitola Sentimenti Chiaroscuri, e che ci rivela gli orizzonti stlistici e le doti artistiche della giovane autrice. Chi è interessato al volume, che non ha una distribuzione in rete, potrà senz’altro rivolgersi alla stessa Michela al suo indirizzo email   mic.turchi@hotmail.it  .  Naturalmente anche a Michela vanno i nostri auguri per il successo editoriale che merita!

SENTIMENTI CHIAROSCURI –  di Michela Turchi  –  Ed. Caffè Cult La Ribalta

San Francesco

 

CENNI DI PEPO IL CIMABUE  –  1280

Published in: on aprile 30, 2012 at 07:36  Comments (3)  
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Sempre

Ho scritto dell’alba,
del tramonto,
del vecchio albero,
della vecchia casa
lontana da tutti,
ma da tutti amata,
ho scritto degli affanni
mai superati,
delle illusioni, dei sogni
mai realizzati.

Ho scritto del mare,
delle sue immensità,
dei suoi silenzi.
Ho scritto del male,
dei soprusi, delle violenze
antiche e moderne.

Ho scritto di libertà,
di inciviltà,
di abbandoni e di solitudini.

Non ho scritto di te,
sempre presente,
nel male e nel bene,
ma mi sei testimone
ed è come tu abbia scritto con me.

Gavino Puggioni

Lembo di nuvola

Percorri nel vento
le note della vita
il tempo che ti è dato
porta con te il ricordo
di un bacio eterno
il chiarore delle stelle.

Prendi tra le mani
il lembo di nuvola
riponilo nel baule dei ricordi.

Corri nei prati infiniti
bagnati di pioggia di lacrime
assapora l’aria tersa del mattino
che ti mostra un nuovo giorno.

Maristella Angeli

Published in: on aprile 30, 2012 at 07:19  Comments (20)  
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Il mediocre

Vive all’ombra della gente,
non esprime i suoi pensieri,
e non si schiera apertamente

I discorsi ? Sempre e soli…
imperniati vagamente

Una figura inesistente!

Un vero scendiletto nel lavoro
e tutto ciò…
per la pacca sulla spalla
del diretto superiore

La strategia è vincente
e continua…
la sua ascesa coi parenti

Ecco, allora, che
porta il cane della moglie
a far la piscia nel giardino
le faccende di casa,
e tutto il resto un suo dominio

Esso ambisce che nel letto,
a chiusura di giornata,
per la grossa faticata
ci sia la giusta…
ricompensa meritata

Ma , lei è stanca,
le sue chances
le ha già spese stamani…
con l’amante,
e…
allora gli consente
in via del tutto eccezionale,
e solo per un attimo…
di fargliela guardare

Ciro Germano

Dipingi un’altra vela

 
La vedi quella nuvola?
Lasciala andare
oggi è l’alba d’una nuova vita
dipingi un’altra vela
sulla spiaggia dei sogni
soffiala di speranza
godila con leggerezza
amala come se fosse
l’ultimo tuo giorno
e non sprecare altre lune
non aspettare treni mai partiti
lascia un po’ di pianto nei tuoi occhi
verranno temporali assurdi
avrai una barca di sorrisi
avrai quello che ti sarai
conquistato e custodito nel cuore
col senno del tuo amore.

Roberta Bagnoli

Davvero

Davvero verranno ancora giorni di perdono e di grazia

e camminerai nel campo come l’ingenuo viandante.

La pianta dei tuoi piedi nudi accarezzerà i fili d’erba,

e le sommità delle spighe ti pungeranno, e la loro puntura sarà dolce,

oppure la pioggia ti sorprenderà, con la massa battente delle sue gocce

sulle spalle, sul petto, sul collo e ti rinfrescherà il capo.

Davvero camminerai ancora nei campi e la quiete si diffonderà in te,

respirerai il profumo del solco trovando pace a ogni respiro

vedrai il sole nello specchio della pozza dorata

le cose e la vita saranno semplici e sarà permesso toccarle

e sarà permesso, permesso, permesso amare.

Camminerai nei campi da sola,

non ti brucerai nella vampa degli incendi,

in strade indurite dal terrore e dal sangue.

E con cuore sincero sarai di nuovo umile e docile

come un filo d’erba, come un essere umano,

cui è permesso, permesso, permesso amare.

 

LEAH GOLDBERG

Terra d’Abruzzo

 
Fiero, in arcioni
per la campagna scabra
e gli occhi accesi
di un pensiero superbo
premeva i fianchi
al suo cavallo alato:
rime come speroni.
 
In questa terra
densa di suggestioni
e incanto d’armonie
ha intriso il verso
il poeta soldato;
la sua parola, qui
si è fatta luce
e aria, e acqua.
Soffusi ritmi
e ritmate visioni
complice una natura
ove anche l’anima
ci si trasfigura.
 
Terra del Sangro
non ti può cantare
chi non ti è figlio,
ma solo ha tuffato
il piede, non la penna, nel tuo mare.
 
Indegna Saffo, io
dal verso sordo,
celebrarti non oso.
Forse un giorno…
tornerò a ridipingere il ricordo.

Viviana Santandrea

Corrispondenza

Spesso rimando a dio
ciò che è mio
per esempio ho in mano un fiore
e ne racchiudo l’odore
rubando al campo uno stelo d’amore
per non dire dei baci
e delle carezze
stampati in nero sul bianco anima
e in cielo dei messaggi
che hanno un mittente senza un destino.

Enrico Tartagni

Published in: on aprile 29, 2012 at 07:18  Comments (5)  
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Partire

Partire
all’improvviso partire
col cuore in gola
e l’animo in pezzi
correndo
partire.
Nel buio del finestrino
cerco una ragion d’essere
cerco un senso
che non esiste,
non esiste.
Trovo la notte invece
il buio della malinconia
la tristezza dell’addio.
Partire
presto, far presto,
correre
per arrivare da te
per abbracciarti
per tenerti stretta
raccogliendo le tue lacrime
per soffrire
e soffrire
ancora soffrire…
insieme a te.

Sandro Orlandi

Published in: on aprile 29, 2012 at 07:07  Comments (8)  
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