Sai quando il vento…

entra e scricchiola tra le imposte socchiuse
e ci voltiamo per conoscere le ultime notizie
o ci alziamo per assaporare gli odori del mondo.

Sai quando il vento …
ci chiama dentro e non raccapezziamo
che senso ha morire un poco ogni giorno
senza sapere delle violenze al mondo di fuori.

Sai quando il vento …
sibila stanco di non farsi capire
e alza la voce fino a lasciare lamenti
tra frammenti di case ed occhi di pianto.

Sai quando il vento …
mi porta per mano alla torre del faro
lasciandomi solo di fronte al mare
ad avvistare nuove vele in arrivo.

Lorenzo Poggi

Published in: on aprile 3, 2012 at 07:20  Comments (9)  
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Volevo

Volevo giacere nell’ovatta
dentro un seno naturale
con una via d’uscita
caro mio avatar imbottito di vita

Volevo avere la bussola con te
*Amore senza ragione
per adagiarti sulla mia mano migliore
stretta nella tua come una missione

Volevo viverti accanto fianco a fianco
*Amore ad ogni costo, non aspettavo a stringerti
o mio centesimo sanscrito ardore
sono nata per ballare sul tuo fiore

*Amore da mille e una notte
m’hai tempestata d’ uragano
fino al centro di una tempesta di sole
M’hai trasformata in temporale di sale

Aurelia Tieghi

Primavera

 
dopo un lungo torpore  t’avvii
a sbucare petali al cielo
e nell’aria ti trastulli nuova.
Mi catturi nei tuoi profumi
nei tuoi  teneri campi
un tempo  fiore del tuo prato
t’abbellivo.
Stesso cielo, limpido, liscio
vecchio  il viso di primavere
 tu sempre nuova
fra ciocche di viole
primule, e ciclamini.

Rosy Giglio

Published in: on aprile 3, 2012 at 07:13  Comments (7)  
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Risveglio

Non è più ora di dormire
dicono gli alberi
mettiamoci il cappello
a larghe falde.

Non è più ora di tacere
dicono i ruscelli
liberiamo la nostra voce
impastata di sonno invernale.

Non è più ora di restare nudi
dicono i fiori e i cespugli
mettiamo piume di struzzo
penne di pavone
vestiamoci di primavera.

Pronti ad accogliere
ali di farfalle
ronzio di mosconi
nel caldo tepore
di un sole ritrovato.

Sandra Greggio

Versi aurei

VERS DORÉS

L’art ne veut point de pleurs et ne transige pas,
Voilà ma poétique en deux mots : elle est faite
De beaucoup de mépris pour l’homme et de combats
Contre l’amour criard et contre l’ennui bête.

Je sais qu’il faut souffrir pour monter à ce faîte
Et que la côte est rude à regarder d’en bas.
Je le sais, et je sais aussi que maint poète
A trop étroits les reins ou les poumons trop gras.

Aussi ceux-là sont grands, en dépit de l’envie,
Qui, dans l’âpre bataille ayant vaincu la vie
Et s’étant affranchis du joug des passions,

Tandis que le rêveur végète comme un arbre
Et que s’agitent, – tas plaintif, – les nations,
Se recueillent dans un égoïsme de marbre.

§

L’arte non vuole lacrime e non transige,
ecco in due parole la mia poetica: è fatta
di grande disprezzo per l’uomo e di lotte
contro l’amore stridulo e la stupida noia.

So che bisogna penare per ascender la vetta
e la salita è ripida a guardarla dal basso.
Lo so, e so anche che molti poeti
hanno spalle troppo strette o polmoni fiacchi.

Così sono grandi coloro che, a dispetto dell’invidia,
avendo vinto la vita nell’aspra battaglia
ed ormai liberi dal giogo delle passioni,

mentre come un albero vegeta il sognatore
e si agitano – lamentoso ammasso – le nazioni,
si raccolgono in un egoismo di marmo.

PAUL VERLAINE