Il piccolo maestro

Fruscio di un pennino
su un quaderno con il bordo rosso
ed una copertina nera,
inchiostro preparato in casa,
memoria passata di autarchia,
scritte sui muri:
“Quaderno e moschetto”
e altre amene allegorie
che non ricordo bene.
Un gran faccione con elmetto in testa
nero dipinto in fondo alla parete
del nostro duce assoluto: Mussolini.
Miasmi intensi d’un refettorio
al piano terra,
odore di latte e di farina di piselli,
che m’hanno disgustato
e che non ho mai più mangiato.
Quaranta e più bambini
a disegnare le aste su un quaderno.
L’austerità di un giovane maestro
con la bacchetta in mano
e gli occhialini tondi sopra il naso.
Ciccio mi fece ridere una volta
e quattro bacchettate a mani tese
raccogliemmo ambedue per punizione.
Poi mi ricordo che tornato al banco
scuotendo le mani pel dolore
Ciccio mi riguardò: si rise ancora.
E nuove frustate ancor più intense
ci levarono il sorriso dalle labbra
facendoci capire che una nuova sfida
non sarebbe più stata conveniente.
Ogni tanto, oggi, ci penso
quando assisto a certe proteste studentesche
che sfilan contestando i professori
e amaramente mi ritorna in mente
quella bacchetta e le mie mani tese.

Salvatore Armando Santoro

The URI to TrackBack this entry is: https://cantierepoesia.wordpress.com/2012/04/16/il-piccolo-maestro/trackback/

RSS feed for comments on this post.

7 commentiLascia un commento

  1. Molto toccante, rievoca particolari della scuola negli anni della guerra.
    Simone

  2. Versi veritieri, davvero toccanti che fanno amaramente riflettere sulla nostra situazione attuale, allora si era troppo rigidi oggi siamo troppo permissivi.
    Grazie Armando, un caro saluto.
    Roberta

  3. Concordo con Roberta sulla questione dell’educazione.
    Simone

  4. Uno spaccato molto ben descritto, complimenti!
    Sandra

  5. Tanta nostalgia …anche se ,da insegnante,posso dire che il sale sotto le ginocchia era vera tortura e che oggi ,con qualche pecca,la scuola ancora funzionerebbe se ci fossero i soldi per classi ridotte e laboratori… e se si ritenesse la cultura indispensabile da parte di chi ci governa e non solo…Bravo comunque.Tinti

  6. Un ricordo molto intenso del periodo scolastico, dove disciplina e punizioni era molto dure e severe. La poesia evoca immagini molto nitide. Complimenti
    Ciao, Patrizia

  7. Un grazie a tutti per i commenti e le considerazioni su questi versi spontanei (che io ritengo però abbastanza prosastici). Era quel tempo e la disciplina molto dura. Ma io ringrazio il mio maestro per avermi fatto comprendere che per divulgare conoscenza e cultura tutti i metodi possono nel tempo tornare utili e farci anche ripensare sul ruolo e sul rispetto che si deve a tanti nostri educatori che hanno fatto di noi dei cittadini che oggi riescono a fare scelte responsabili.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: