Perchè soffrire

Quanto tempo è trascorso amandoti
Ed ora solo, sono abbracciato ai ricordi e penso
Pensieri che varcano la soglia del desiderio più profondo
Alle parole che escono dalla bocca della gente
Senza conoscere dove dover andare
Pensieri che nella notte nascono e nel giorno si allontanano
E poi ritornano e nella mente si imprimono
Quei pensieri che nel tuo sguardo non ritrovo più
Ma che nel cuore sono incancellabili

Pensieri che sono come parole sussurrate ………dolci
Desideri che sono come la fantasia ………senza limiti
E il tempo passa allontanandoti da me
Passano i secondi, i minuti e le ore e per questo tempo che passa
Un giorno è già finito
Passano le ore e per ogni giorno trascorso tante notti hanno vegliato su di noi
…………e il tempo vola

Il tempo che abbiamo vissuto è passato
ma non è dimenticato il piacere provato
quando stretti l’uno fra le braccia dell’altro
tu mi hai sussurrato……..ti voglio bene
e il tempo passa…… e quando apro gli occhi e tu non ci sei
il mio cuore si comprime nel dolore

Quando il tempo della non sofferenza mi raggiungerà
quando pensieri e parole saranno tornati gioiosi attimi nel ricordo
allora si acquieterà il mio soffrire per poi tornare a sorridere
ed al nascere del nuovo giorno ritroverò il mio desiderio di vivere

Marcello Plavier

Notiziario

Signore e signori, buonasera!
Di tutto ciò che sto per raccontarvi
probabilmente non v’interesserà,
sdraiati come siete nell’oblio.

Datemi, però, l’attenzione giusta
giacché è cosa rara avervi qui,
bassi, alti, biondi e bruni
riuniti sotto la mia anima.

Al mondo voglio dare la notizia
che nuova cosa oggi è accaduta,
e non pensate subito alla guerra
e state quindi ad ascoltarmi.

Finalmente, io sono felice!
Da testa a piedi sono in ammollo
nel brodo di fragranze di chimera
che va bevuto prima che s’addensi.

Vedete come abile io nuoto?
Sapete… allenamenti atroci
per ore, giorni, mesi ed anni
partendo dal trenino fino ad ora.

Fotografatemi, suvvia, vi prego
e fate poi di questa mia immagine
tante copie, bene bene incorniciate.
Le appenderò sui cieli del mondo.

Aurelio Zucchi

Tigre assalita dal serpente

ANTONIO LIGABUE  –  1955

Published in: on aprile 20, 2012 at 07:21  Comments (3)  
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Filastroccando in fil_affondo

Invaso parole e date
con terra di poco conto,
e invece delle rose
pianto un’altra croce,
che a farci l’abitudine
straccetti d’ossa un secchio,
e lego al palo il costo
per un altro mucchio.
E c’è chi canta maggio
seduto in una stanza,
chi invece disfa l’orto
dopo averlo sistemato.
Io fisso sempre un punto
ma il cielo non lo trovo,
slacciata nel mattino
mi offro al fiato e al vetro,
poi gioco con la luce
di una lampada a risparmio,
pensieri srotolati
mi montano la testa:

– e scatta la prudenza –

ma annegano sul fondo
ubriachi di malconcio,
si sedimenta il pianto
in un bicchiere vuoto.

Beatrice Zanini

Il dubbio

 
Il dubbio è una corta catena
di freddo metallo
alle tue strette caviglie:
è l’impronunciabile,
che ti fa ancora da inciampo
e ti chiude il respiro
su per l’ignota salita.
 

Fabio Sangiorgio

Contro corrente

Contro corrente come bionde trote
fendevano la calca cittadina
due fanciulle insolenti di bellezza.
Curiosando strusciarono i musini
di maliziosa cipria qua a un acquario
di lusso di dormenti onde ravvolte
di stoffe per murene ed aragoste,
più in là a un brillante altar di calzature,
spume di cardi rossi per pianelle
di Cenerentola, lustrini e argenti
per taccuini da ballo. Scantonarono
a un tratto e una si chinò nascosta
dall’inquieta compagna ad allacciarsi
la giarrettiera a mezza coscia ignuda.
Le succhiò la corrente cittadina.
Vedo sempre la strada illuminata
da quel fulgore di carne di donna
nel marmo della pioggia settembrina.

CORRADO GOVONI