Contro corrente

Contro corrente come bionde trote
fendevano la calca cittadina
due fanciulle insolenti di bellezza.
Curiosando strusciarono i musini
di maliziosa cipria qua a un acquario
di lusso di dormenti onde ravvolte
di stoffe per murene ed aragoste,
più in là a un brillante altar di calzature,
spume di cardi rossi per pianelle
di Cenerentola, lustrini e argenti
per taccuini da ballo. Scantonarono
a un tratto e una si chinò nascosta
dall’inquieta compagna ad allacciarsi
la giarrettiera a mezza coscia ignuda.
Le succhiò la corrente cittadina.
Vedo sempre la strada illuminata
da quel fulgore di carne di donna
nel marmo della pioggia settembrina.

CORRADO GOVONI

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4 commentiLascia un commento

  1. A chi non è capitato di restare rapito da un corpo di donna incontrata per caso nella calca cittadina. Govoni lo sa descrivere bene.

  2. Mi sono detto, ma chi è stavolta quello
    di noi che ha scritto questa stupenda
    poesia? Poi ho letto la firma (e visto
    il blogger).

  3. Sembrano versi svelti ,di tocco ,scritti oggi…tinti

  4. Quanta immaginazione e che similitudini! Grande poesia dal ritmo impeccabile e originale.
    Simone


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