Terra d’Abruzzo

 
Fiero, in arcioni
per la campagna scabra
e gli occhi accesi
di un pensiero superbo
premeva i fianchi
al suo cavallo alato:
rime come speroni.
 
In questa terra
densa di suggestioni
e incanto d’armonie
ha intriso il verso
il poeta soldato;
la sua parola, qui
si è fatta luce
e aria, e acqua.
Soffusi ritmi
e ritmate visioni
complice una natura
ove anche l’anima
ci si trasfigura.
 
Terra del Sangro
non ti può cantare
chi non ti è figlio,
ma solo ha tuffato
il piede, non la penna, nel tuo mare.
 
Indegna Saffo, io
dal verso sordo,
celebrarti non oso.
Forse un giorno…
tornerò a ridipingere il ricordo.

Viviana Santandrea

Corrispondenza

Spesso rimando a dio
ciò che è mio
per esempio ho in mano un fiore
e ne racchiudo l’odore
rubando al campo uno stelo d’amore
per non dire dei baci
e delle carezze
stampati in nero sul bianco anima
e in cielo dei messaggi
che hanno un mittente senza un destino.

Enrico Tartagni

Published in: on aprile 29, 2012 at 07:18  Comments (5)  
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Partire

Partire
all’improvviso partire
col cuore in gola
e l’animo in pezzi
correndo
partire.
Nel buio del finestrino
cerco una ragion d’essere
cerco un senso
che non esiste,
non esiste.
Trovo la notte invece
il buio della malinconia
la tristezza dell’addio.
Partire
presto, far presto,
correre
per arrivare da te
per abbracciarti
per tenerti stretta
raccogliendo le tue lacrime
per soffrire
e soffrire
ancora soffrire…
insieme a te.

Sandro Orlandi

Published in: on aprile 29, 2012 at 07:07  Comments (8)  
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Strambotti

I

Io spero, e lo sperar cresce ‘l tormento:
io piango, e il pianger ciba il lasso core:
io rido, e el rider mio non passa drento:
io ardo, e l’arsion non par di fore:
io temo ciò che io veggo e ciò che io sento;
ogni cosa mi dà nuovo dolore;
così sperando, piango, rido e ardo,
e paura ho di ciò che io odo e guardo.

II

Nasconde quel con che nuoce ogni fera:
celasi, adunque, sotto l’erbe il drago:
porta la pecchia in bocca mèle e cera
e dentro al picciol sen nasconde l’ago:
cuopre l’orrido volto la pantera
e ‘l dosso mostra dilettoso e vago;
tu mostri il volto tuo di pietà pieno,
poi celi un cor crudel dentro al tuo seno.

NICCOLÒ MACHIAVELLI

Mia similitudine

 
Mia similitudine
Percorrendo le aspre vette
Di un monte sconosciuto
E le pianure infinite
Di una solitaria prateria
Non avvistai l’orizzonte
.
Percorrendo strade
Tortuose e oscure
E viottoli sassosi tra brughiere
Di eriche e rovi
Non avvistai l’orizzonte
.
Percorrendo autostrade
Trafficate e veloci
Caselli e deviazioni
Per lavori in corso
Non avvistai l’orizzonte
.
Percorrendo oceani
Fiumi e mari
Ho incontrato una vela
Spiegata al vento
Mi sono rispecchiata
Nella sua grande randa
E avvistai l’orizzonte
.
Cercando me stessa
Trovai la mia similitudine

Danila Oppio