Gesto

Non è vero che non successe nulla
quando tirasti fuori la mano dalla tasca
e a braccio teso tagliasti l’aria
da sinistra a destra
dall’alto verso il basso
successe che a braccio teso
tagliasti l’aria
e ciò ebbe il suo peso
l’aria non è più come prima
è tagliata.

BARTOLO CATTAFI

Published in: on maggio 9, 2012 at 07:38  Comments (10)  
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Riprendo il cammino

Cadenzati passi
calibrati giri
intorno a cerchi concentrici

ricerca di un’uscita
di un passaggio segreto
ove il tempo non giunga

labirinti percorro
cerco libertà
in assenza di peso

mi cospargo di lavanda
purifico il mio animo
da negative energie

riprendo il cammino
innalzo bandiere
le dipingo di rosso
come il sangue di ognuno

Maristella Angeli

Le nuvole non hanno lacrime

Hanno le spiagge dell’infinito
delle eterne mutazioni
Hanno le pianure sconosciute
dove cavalieri erranti
percorrono le vie del cielo
e non lasciano traccia

Le nuvole non hanno lacrime
perchè la terra è già bagnata dalle proprie
che sono, qualche volta, anche di gioia
quando un bambino nasce, sopravvive
e riesce a vivere
Ma non gridano al miracolo

Grigie, bianche, di fumo, sovrapposte
ed incrociate in un disegno catartico,
movimento di movimenti ispirati
e creati dall’amico vento,
le nuvole non hanno lacrime
perchè non hanno il tempo per piangere o per gioire.

Corrono, s’adunano e scompaiono
mentre l’occhio umano s’adombra
e ne segue, altalenanti, le immagini.
Caleidoscopio di pensieri che avvincono,
vaganti nei sentieri del nulla
dove tutto si può guardare, senza vedere.

Le lacrime non appartengono alle nuvole.
Sono della terra,
nella terra che noi calpestiamo.
Orme inzuppate di dolore, di attesa, di morte,
prive di sentimento,
piene di odio e di indifferenza.

Le nuvole ascoltano pure i lamenti terreni,
li trasportano, li mischiano, li nascondono
Li vomitano, poi, a mo’ di pioggia o di tempesta
ma nessuno se n’avvede, per paura, per ignominia,
in una vita spesa, a volte, nel male, in questo mondo
dove pare germoglino tanti, troppi fiori finti.

Le nuvole non hanno lacrime,
non le cercano, non le creano.
Di queste nuvole anche noi viviamo
e, dopo, noi sogniamo, respiriamo, dormiamo
ed amiamo ma non ci guardiamo
perchè i nostri occhi piangono

Gavino Puggioni

Poesia premiata con menzione particolare al Premio Internazionale di Poesia Nosside, di Reggio Calabria, nell’edizione del 2010.

Partire di notte

si viaggia con circospezione
per non correre il rischio d’inciampare
nel mondo che non ci riguarda, fuori
svezzano i figli con le corde, i vecchi
li portano allo smorzo
mi fa paura il dire e l’inveire delle sacre vestali
il malumore dei druidi…gli anatemi dai podi

un nome stretto nella mano destra
la carità pelosa di chi conta
bisogna stare attenti…e abbassare lo sguardo
c’è chi ti maledice se ottieni un po’ di luce
meglio parlare sottovoce
d’una morte annunciata
se dalle porte subito richiuse
girano chiavi nelle toppe…a quattro mandate

vacillo
la mano che fu tesa mi respinge
quindi mi scrivo in versi sincopati
e mi respiro piano

Cristina Bove

Estate

La pelle è ambrata
dal sole d’estate,
aspersa di sale
dell’azzurro del mare

Distesa nei flutti
del basso arenile,
con le onde sinuose
che infrangon…
le membra

La spuma l’inebria,
le dona piacere,

e…

gli occhi socchiusi
dai raggi del sole…

accentuano i sensi
nel dolce torpore

Ciro Germano

Published in: on maggio 9, 2012 at 06:51  Comments (4)  
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