Partire di notte

si viaggia con circospezione
per non correre il rischio d’inciampare
nel mondo che non ci riguarda, fuori
svezzano i figli con le corde, i vecchi
li portano allo smorzo
mi fa paura il dire e l’inveire delle sacre vestali
il malumore dei druidi…gli anatemi dai podi

un nome stretto nella mano destra
la carità pelosa di chi conta
bisogna stare attenti…e abbassare lo sguardo
c’è chi ti maledice se ottieni un po’ di luce
meglio parlare sottovoce
d’una morte annunciata
se dalle porte subito richiuse
girano chiavi nelle toppe…a quattro mandate

vacillo
la mano che fu tesa mi respinge
quindi mi scrivo in versi sincopati
e mi respiro piano

Cristina Bove

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3 commentiLascia un commento

  1. Tutta splendida ma la chiusa toglie il fiato!tinti

  2. Cristina è bellissima… non so che altro dire. davvero grazie per le tue parole, nelle quali ci si può un po’ specchiare… hai descritto questi tempi come li vediamo. vorrei anch’io, ma non ne sono capace.
    azzurrabianca

  3. Siamo arrivati ad un punto nel quale si può contare soprattutto su se stessi, molte mani tese vengono poi ritirare, prevale l’invidia se qualcuno emerge onestamente.
    Bellissima poesia, complimenti
    Patrizia


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