Quella redola

Il mio corpo è marchiato,
impresso indelebile,
nel disegno tuo, foggia,
che in me prende spazio
alle mie notti durando oltre,
fino alle luci abbacinanti,
quelle di giorni solitari e tristi
che non mi lasciano vedere,
ansiosi, d’attesa fiaccante,
mancando il tuo sale, vitale,
condimento di pasti sciapiti.
Penso all’aria da respirare
che intensa si frappone,
ci tiene distanti e… e…
parte l’affanno, il tormento,
di un lavoro che sa di pazzia:
scudisciarla!
Come a reciderla, io violenta,
quella fitta boscaglia, da incubo,
ottenebrante ossessiva pressione
su fulgida brama di quella redola
che senza possibile replica
mi pretende e trascina… da te.

Daniela Procida

The URI to TrackBack this entry is: https://cantierepoesia.wordpress.com/2012/05/11/quella-redola/trackback/

RSS feed for comments on this post.

2 commentiLascia un commento

  1. Sono versi quasi ossessivi ,che si rincorrono e percuotono l’anima.Grande Dani.Tinti

  2. Si legge senza prendere fiato, come se si dovesse correre e arrivare a quella redola per poter respirare.
    Molto bella
    Patrizia


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: