Felicità della sera

 
Felicità, non so ancora vederti.
E vengo a parlarti, ad ogni sera,
quando chiusa la porta
quel che mi resta in casa
tace, nell’ombra della cena.
E quel che ho, quel che ho tenuto del giorno,
resta legato in me.
Ed ho ancora speranza, senza più la fatica,
senza alcuna stanchezza.
.
Forse non ti guardo gli occhi, ma tu,
vedi i miei, riparati alla notte.
.
Può darsi quel giorno
mi sia ancora sospeso
ma tu, con il tuo nome semplice,
guàrdati  intorno, e guardami.
Senti il mio sacrificio, la mia sevizia d’agnello
che accetto, nel nome di Colui in cui credo
e di lei, che respira in me.
.
Lasciati accadere, nell’improvviso.
E quando verrai, fai un fischio.
.
Forse non so trovarti
e se tu ora non sei, non importa:
è  una sera, ed è tutta una vita.
.
Non so ancora vederti,
ma giuro
che non ho più tormenti.

Antonio Blunda

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4 commentiLascia un commento

  1. La chiusa d’essenza fa riflettere ed è molto evocativa!Chapeau!tinti

  2. Che meraviglia!
    Sandra

  3. Bellissima complimenti
    Benvenuto Antonio
    Ciao, Pat

  4. Ciao a tutti, grazie dal mio profondo, per la vostra accoglienza, attenzione, gentilezza d’animo.
    Antonio


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