Notturno nuziale

Quando tu venisti, una notte, verso il suo letto, al buio,
e le dicesti, piano, già sopra di lei: Non ti vedo, non ti sento.
E la ghermisti con artiglio d’aquila, e tutta la costringesti nella tua forza
riplasmandola in te con tal furore ch’ella perdette il senso d’esistere.
E uno solo in due bocche fu il rantolo e misto fu il sangue e fu il ritmo perfetto,
e dal balcone aperto la notte guardava con l’occhio d’una sola stella
rossastra,
e il sonno che seguì parve la morte, e immoti come cadaveri
la tristezza dell’ombra vi vegliò sino all’alba.

ADA NEGRI

The URI to TrackBack this entry is: https://cantierepoesia.wordpress.com/2012/05/15/notturno-nuziale/trackback/

RSS feed for comments on this post.

6 commentiLascia un commento

  1. straordinaria

  2. Sublime..bravo Max.tinti

  3. Non la conoscevo.
    Grazie, Massimo.
    Sandra

  4. Estremo realismo questo, per denunciare la condizione di soggezione della donna. Ma nella chiusa Ada Negri ci dice anche che quell’atto, così compiuto, peserà, come macigno, sulla coscienza d’entrambi.
    Bellissima poesia sulla quale molto ancora ci sarebbe da dire: la presa di coscienza delle donne (e degli uomini sulla loro condizione), l’emancipazione, il femminismo ecc. Grazie Massimo per averla proposta. Piero

  5. NCHE A ME É MOLTO PIACIUTA
    Grazie
    Giuseppe

  6. Un notturno che è imposizione e non d’amore. Mi fa pensare ai matrimoni imposti
    Stupenda
    Grazie, Patrizia


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: